Telecamere private a Cesena, Confartigianato chiede fondo di sostegno a chi investe in sicurezza

"La sicurezza fattore prioritario per la coesione sociale delle nostre comunità, per cittadini e le imprese, può essere rafforzata da dispositivi integrati tra pubblico e privato", evidenzia Placuzzi

Un fondo incentivante per i privati che investono in sicurezza anche a beneficio della collettività. E' quanto chiede Confartigianato cesenate. "La sicurezza fattore prioritario per la coesione sociale delle nostre comunità, per cittadini e le imprese, può essere rafforzata da dispositivi integrati tra pubblico e privato e Confartigianato cesenate è lieta che l’amministrazione comunale abbia accolto e provato a concretizzare questa nostra precisa sollecitazione dei mesi scorsi, quella di immettere le telecamere della vidoseorveglianza privata nella centrale che sarà allestita presso comando dei vigili urbani", evidenzia Giampiero Placuzzi, vicesegretario Confartigianato cesenate.

"I privati che si disporranno in tal senso mettendo proprio danaro per installare telecamere su strade pubbliche investiranno danaro a vantaggio del bene pubblico - prosegue Placuzzi -. Le immagini infatti non saranno sottoposte alla loro vista, ma a quelle dei vigili, ma se gli impianti si guasteranno il costo della manutenzione sarà a carico dei proprietari. Anche per questo l’investimento in sicurezza dei privati va sostenuto e premiato trovando uno strumento idoneo, ad esempio un fondo a cui possono compartecipare Camera di Commercio, comuni, fondazioni, banche. La sicurezza la si deve perseguire in tempi rapidi e serve dunque celerità per il collegamento delle telecamere private alla centrale, pertanto la richiesta è di non esagerare negli step burocratici, ma di garantire la massima praticità con passaggi fluidi".

"Confartigianato da anni è impegnata in prima persona sul tema della sicurezza, a partire dalle zone periferiche e dalle aree produttive, con iniziative pilota effettuate nell’area di San Pellegrino a Cesenatico e in quella di Valbiano a Sarsina, dove in collaborazione con la Facoltà di Architettura, è stata avviato un processo di riqualificazione dell’area. La lotta al degrado deve procedere di pari passo con gli interventi per la sicurezza perché i crimini allignano sopratutto nelle zone urbane poco curate, meno monitorate servite  e vissute - ricorda Placuzzi -. A questo proposito viste le crescenti lamentele per il degrado del centro e dei quartieri urbani, è bene che in Comune operi una postazione operativa, magari la stessa Commissione per la qualità architettonica e del paesaggio, inteso nella sua accezione più estesa, come punto di riferimento per le segnalazioni e i relativi interventi contro il degrado non solo urbanistico, ma anche squisitamente urbano".

"In conclusione: va bene la sinergia tra pubblico e privati per la sicurezza e occorre proseguire l’opera con solerzia nella sua concretizzazione e anche nell’azione formativa di cittadini e anziani al nuovo sistema per farne uno strumento partecipato. Ma non dimentichiamoci i fondamentali: per combattere i crimini servono prima di tutto organici delle forze dell’ordine rimpinguati, azioni efficaci di intelligence e, a monte, leggi che affermino la certezza della pena", conclude il vicesegretario dell'associazione

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