Turista "spennato" dalla tassa di soggiorno: nel Cesenate paga fino a 2,2 euro al giorno

La Confesercenti Cesenate ha approfondito il peso della tassa di soggiorno nel territorio, denunciando che - in sostanza - la tassa pagata da chi pernotta in hotel e altre strutture ricettive di fatto comporta un'equivalente minore spesa dei turisti

Tassa di soggiorno, se proprio non se ne può fare a meno, almeno che i proventi siano destinati totalmente alla promozione turistica. La Confesercenti Cesenate ha approfondito il peso della tassa di soggiorno nel territorio, denunciando che – in sostanza – la tassa pagata da chi pernotta in hotel e altre strutture ricettive di fatto comporta un'equivalente minore spesa dei turisti. Quanto, quindi, i Comuni “prelevano” dai turisti per impinguare le loro casse? Ben 749mila euro in 5 Comuni.
 

E' il calcolo fatto da uno studio della Confesercenti Cesenate. A livello nazionale la tassa di soggiorno, applicata da Comune a Comune e quindi a macchia di leopardo, “vale” 779 milioni negli ultimi tre anni, un bel gruzzolo che si ripartisce su 649 comuni italiani. Nel cesenate sono 5 i Comuni che applicano la tassa di soggiorno. Una lodevole eccezione è Cesenatico, che nonostante le sue 3.414.725 presenze (da sola quasi il 70% delle presenze turistiche nel comprensorio), non applica la contestata tassa. I Comuni, invece, che incassano di più sono Gatteo, con 350mila nel 2014 (per 740mila pernottamenti di turisti), segue Cesena che ha incassato 210mila euro (per 130mila pernottamenti), San Mauro Pascoli 110mila euro (per 280mila pernottamenti), Bagno di Romagna 66.702 euro (per 215mila pernottamenti) e Savignano sul Rubicone con 12.500 euro (per 190mila pernottamenti).
 

La “stangata” maggiore per singolo turista avviene quindi a Cesena: l'ospite che dorme in città versa un obolo di 1,6 euro al giorno, contro lo zero spaccato di Cesenatico. Quindi, se una famiglia di tre persone sceglie di fermarsi due notti a Cesena per visitare comodamente la città arriva ad avere una spesa “extra” di circa 7 euro.
 

La tassa non solo viene applicata a macchia di leopardo a seconda dei diversi Comuni, ma anche con tariffe diverse da Comune a Comune: si va dalla base generale di un euro a pernottamento fino ai 2 euro per essere ospiti di un hotel a 4 stelle a Bagno di Romagna e addirittura 3 euro se si sceglie un 4 stelle a Cesena. Tutti i Comuni tassano tutte le soluzioni alberghiere o per tutto l'anno o per l'estate, mentre Bagno di Romagna ha fatto la scelta di gravare solo nei mesi di novembre e dicembre 2014 (2,2 euro al giorno a persona in questi due mesi). Quindi se per esempio la stessa famiglia di tre persone ha scelto di fare un 'weekend lungo' con due pernottamenti a Bagno di Romagna a ridosso dello scorso Natale ha pagato ben 13 euro in più rispetto ad un'altra località termale.
 

In totale, quindi, il prelievo fiscale all'anno di questa tassa è di ben 749.202 euro. “L’auspicio è che questi introiti vengano dirottati ad iniziative di promozione con scelte prioritarie che mirino a valorizzare il marketing urbano specie in città quali Cesena che possono certamente sviluppare una politica turistica legata ai temi dei centri storici”, commenta la Confesercenti. L'associazione dei commercianti rileva inoltre che “la tassa di soggiorno rappresenta l’ennesima imposta in un contesto di prelievo locale crescente. La “volontarietà” della tassa di soggiorno ha creato una diffusione a macchia di leopardo sia a livello nazionale che a livello locale ed ad oggi i proventi derivanti dall’applicazione della tassa di soggiorno non sono una somma indifferente sia a livello nazionale che a livello locale e quasi sempre viene impiegata dai Comuni non per fini strettamente turistici”.
 

Ed infine, l'analisi: “La tassa di soggiorno è diventata una imposta sul consumo che penalizza i consumi stessi in quanto nella generalità dei casi dove essa è stata istituita, si verficano cali di presenze turistiche. Se la tassa di soggiorno deve continuare ad esistere serve il programmato regolamento di attuazione che rimoduli l’imposta stessa che distingua le diverse tipologie di turisti (pendolari – alloggi per motivi di lavoro ecc.ecc.) e non penalizzi il turismo familiare. La Confesercenti Cesenate propone che il totale delle risorse ricavate attraverso l’applicazione dell’imposta venga destinata a fini turistici tra cui la costituzione di un fondo per investimenti delle strutture turistiche, un fondo per la promozione nazionale ed internazionale delle località interessate con progetti di marketing urbano, di un fondo per la formazione professionale e certificazione qualità delle imprese turistiche”.

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