Tassa di soggiorno a Cesenatico: si alza il muro di protesta delle associazioni

Le associazioni di Categoria del Turismo di Cesenatico (Federalberghi-Adac, Confcommercio e Coop. Stabilimenti Balneari) organizzano una manifestazione di protesta

"No" alla tassa di soggiorno a Cesenatico da parte delle associazioni di Categoria del Turismo di Cesenatico (Federalberghi-Adac, Confcommercio e Cooperativa Stabilimenti Balneari). E' stata organizzata per mercoledì alle 21, in Piazza Ciceruacchio, una manifestazione di protesta e sensibilizzazione contro la nuova tassa, alla quale prenderanno parte tra gli altri il direttore generale di Federalberghi, Alessandro Nucara. "Hanno inoltre espresso la propria solidarietà gli operatori turistici delle località balneari vicine (Cervia e Comacchio) interessate dallo stesso provvedimento", fanno sapere dalle associazioni.

Federalberghi-Adac, Cooperativa Stabilimenti Balneari, Confcommercio e Confesercenti parlano di "metodo inaccettabile per le categorie turistiche" e di "un comportamento poco trasparente che condannano severamente". "Della nuova tassa che partirà dal 15 novembre prossimo, non si conosce ancora l’entità - proseguono le associazioni -. La Giunta si è riservata di comunicare le cifre in autunno. Un nuovo balzello viene imposto in modo selvaggio senza nessun confronto democratico con le categorie, e comunicato subito dopo alla stampa come una decisione presa. E’ bene ricordare che la vecchia imposta di soggiorno fu soppressa perché giudicata inopportuna. La sua reintroduzione avviene in un periodo in cui calano sia presenze turistiche che fatturati delle imprese e si registrano perdite di quote di mercato".

"Come associazioni continueremo a chiedere ogni giorno al sindaco che questo “pedaggio” per i nostri ospiti non venga istituito - attaccano -. Siamo disposti ad intraprendere tutte le iniziative utili a contrastarlo. Riteniamo un gravissimo errore quello commesso dal Comune di Cesenatico, riesumando un’imposta che rappresenta un balzello antituristico e una tassa sui consumi, così come è inaccettabile che ciò venga deliberato in piena estate e senza una adeguata concertazione".

"Siamo contrari alla introduzione della tassa di soggiorno - ribadisce Fabrizio Albertini, presidente Confesercenti Cesenatico -. Non condividiamo questa scelta dell’amministrazione comunale per un semplicissimo motivo: la tassa di soggiorno colpisce il nostro bene più prezioso, il cliente. Si susseguono stagioni dai risultati altalenanti; valutiamo se quel ponte o quel weekend è andato un po’ meglio dell’anno precedente perdendo di vista l’unico vero bisogno: una politica strategica di riqualificazione e consolidamento turistico. Cosa ci serve? A nostro avviso strategia, programmazione, qualità. La tassa di soggiorno è a tutti gli effetti una tassa sui consumi, pertanto riteniamo un errore andare a chiedere dazio ai nostri clienti. Anzi, peggio ancora, la tassa di soggiorno sarà quel minor gettito che il cliente non lascerà in città dai nostri colleghi commercianti, ristoratori, artigiani, perché in definitiva saranno le stesse categorie a farne le spese. Su questo non abbiamo dubbi".

"Agli occhi di chi governa la città può apparire scontata l’espressione di un'associazione di categoria come Confesercenti, che esprime giudizi su come una amministrazione dovrebbe spendere le risorse dei cittadini, ma ribadiamo che andrebbero cercate e trovate alternative - prosegue Albertini -. Non dimentichiamo che abbiamo tutte le aliquote ai massimi livelli applicabili quali Imu e Irpef; inoltre paghiamo già anche l’imposta di scopo. Anche per questo penalizzare il turista è sbagliato e chiediamo di fermarci e ragionare con calma. Se la politica del Governo nazionale apre una finestra normativa che consente ai Comuni di allungare la mano nel portafogli di quella che prende il nome di “ospitalità” perché è l’ultima chance allora bisogna fermarsi, concertare e proporre, per arrivare ad un confronto costruttivo con tutte le categorie, perché è chiaro che tutti pagheremo l’introduzione di questa tassa".

"Non ci piace e non vogliamo arrivare a nessuna manifestazione di piazza ma è fondamentale fare chiarezza rispetto agli obiettivi - conclude -. Se l’amministrazione si dimostrerà insensibile alle nostre rimostranze e deciderà di procedere con l’istituzione della tassa, come Confesercenti chiediamo fin da subito un progetto chiaro, condiviso e pluriennale di sviluppo turistico su cui investire interamente le risorse. Non accetteremo mai l’idea che le entrate di tale tassa vengano confuse in mezzo alle spese correnti, perché non possiamo chiedere al turista di farsi carico dei problemi di bilancio del Comune di Cesenatico".

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