Tassa di soggiorno, il Comune risponde a Patrignani di Confcommercio

"Curioso - scrive l'amministrazione - vedere come, proprio all'indomani dell’incontro avvenuto venerdì mattina con l’Associazione Albergatori Cesenati il Presidente della Confcommercio cesenate torni su un tema affrontato insieme alle Associazioni di categoria in sede di predisposizione del bilancio"

"Curioso - scrive l'amministrazione - vedere come, proprio all'indomani dell’incontro avvenuto venerdì mattina con l’Associazione Albergatori Cesenati - nel corso del quale sono state presentate ipotesi di miglioramento dell’attuale imposta di soggiorno, sia per l’entità, sia per gli aspetti regolamentari - il Presidente della Confcommercio cesenate torni su un tema affrontato insieme alle Associazioni di categoria in sede di predisposizione del bilancio".

"Curioso perché evidentemente nessuno lo ha avvisato della positiva conclusione della riunione ed anche perché – essendo all'oscuro dell’esito della stessa - Patrignani non può, naturalmente, avanzare alcuna concreta proposta ma si limita al mantra della contrazione della spesa pubblica. Ancor più curioso è il fatto che i rappresentanti Confcommercio presenti alle riunioni sul bilancio, nei mesi scorsi in più occasioni abbiano in realtà riconosciuto l’ampio lavoro svolto da questa Amministrazione proprio sul contenimento della spesa corrente. Vorremmo, infatti, ricordare a Patrignani come, nell’analisi sui fabbisogni standard dei Comuni, Cesena sia la città che risparmia di più in Emilia Romagna sui costi di struttura e sia tra le prime cinque in Italia (-22,4%). Ricordiamo anche a chi parla di “tassare e tartassare” che Cesena è una delle città con la più bassa pressione tributaria sia in Emilia-Romagna sia nel Nord Italia, considerando l’Imu per i cittadini, l’Imu per le imprese e l’addizionale Irpef. Naturalmente occorre considerare i numeri e la realtà e non i proclami privi di fondatezza".

"Certo, siamo consapevoli di come l’imposta di soggiorno sia fonte di complicazioni per gli operatori ricettivi della città. Ma ribadiamo come questa sia stata nei fatti una scelta obbligata dalla volontà di mantenere inalterata la rete dei servizi ai cittadini – ed in particolare quelli “identitari”, e cioè identificabili nel campo sociale, sanitario, scolastico - soprattutto in questa fase di crisi economica, nella quale, purtroppo, la povertà sta dilagando anche fra le famiglie cesenati. La stessa ratio che ci ha spinti a definire le aliquote IMU ricordate da Patrignani, il quale, ancora una volta curiosamente, omette di ricordare come tali aliquote siano simili a Cesena e Cesenatico, città quest’ultima portata come esempio di vicinanza alle imprese".

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