Tari, "nuovo bagno di sangue per le imprese": le associazioni corrono ai ripari

Confartigianato, Confesercenti, Confcommercio e Cna Est Romagna in una lettera all’amministrazione di Cesenatico, sottolineano come dopo il passaggio da Tia a Tares, e un’Imu penalizzante, ora anche con la Tari si rischia un nuovo “bagno di sangue” per le imprese

Confartigianato, Confesercenti, Confcommercio e Cna Est Romagna in una lettera all’amministrazione di Cesenatico, sottolineano come dopo il passaggio da Tia a Tares,  e un’Imu penalizzante, ora anche con la Tari si rischia un nuovo “bagno di sangue” per le imprese. “Già a marzo avevamo chiesto ai sindaci un confronto per discutere dei regolamenti comunali alla base della Tari. L’approvazione del regolamento per il comune di Cesenatico, che non tiene conto delle richieste, comporta la necessità di ribadire le proposte e chiedere chiarimenti su aspetti ritenuti fondamentali”, scrivono le associazioni.

Ecco le proposte.
“Gestione degli insoluti: per il calcolo della tariffa è noto che l’amministrazione prevede di non riuscire a riscuotere una quota importante di tassa. Non è chiaro, però, se la parte che non si riscuoterà, ricadrà sulla tariffa di chi paga le utenze regolarmente. E necessario chiarire questo punto e renderlo trasparente. Uniformità regolamentari: nell’unione dei comuni, il comune di Longiano e il comune di Savignano e Gatteo, riscuoteranno la tassa direttamente. Ciò comporterà una forte diversità tra i regolamenti, le condizioni tariffarie, le aliquote. Inoltre, la riscossione autonoma potrebbe portare notevoli economie. In un territorio che deve andare verso scelte uniformi, queste diversità causano ulteriori aggravi burocratici. Si chiede perciò un confronto tra i comuni per giungere a una condizione di omogeneità regolamentare e tariffaria. Aumento delle detrazioni per soggetti specifici: molte imprese vivono una situazione iniqua di gestione dei rifiuti, in quanto pagano privati per lo smaltimento dei rifiuti speciali, ma anche la tassa per lo smaltimento ordinario. È vero che godono di una riduzione tariffaria percentuale, ma non compensa in alcun modo la loro ridottissima produzione di rifiuti ordinari. Si chiedono per queste categorie ulteriori riduzioni. Tariffa puntuale e situazione del mercato: la tariffa corrispettiva  serve a far pagare lo smaltimento rifiuti in base all’effettivo quantitativo di rifiuti assimilati smaltiti e non alla superficie delle attività come avviene ora. Occorre sollecitare la Regione Emilia-Romagna in modo che istituisca la tariffa corrispettiva. Questa, incassata direttamente dal gestore, farebbe risparmiare già in partenza alle imprese  l’iva al 10%. Al comune si chiede un nuovo sistema di raccolta che usi la tariffa corrispettiva, attraverso sperimentazioni in zone artigianali e centri storici, con il sistema di raccolta fatta con uno dei possibili sistemi di pesatura puntuale (contenitori con Tag, sacchetto con microchip, contenitori di prossimità con chiavetta personalizzata per i conferimenti). Infine servono previsioni di scontistiche per locali sottoutilizzati causa crisi in atto”, si legge nella nota.

Le associazioni richiedono di intervenire “a partire da queste proposte facilmente applicabili anche a regolamento approvato”.

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