Tagli di personale alla Trevi, la proposta: "Lavoratori da ricollocare come interinali"

"La Regione ha suggerito qualche soluzione - ha spiegato Giuseppe Meglio della Feneal Uil Cesena - che, però, non sembra risolvere il problema all'origine. La proposta infatti, riguarda l'utilizzo delle agenzie interinali"

Martedì mattina si è tenuto un incontro in Regione tra sindacati e Trevi Italia per raggiungere un accordo relativo ai 123 licenziamenti che scatteranno dal 16 ottobre. Tra i 123 lavoratori (molti dei quali impegnati nei cantieri) ci sono 10 impiegati a Cesena, 3 a Milano e gli altri sono sparsi nei vari cantieri d'Italia. L'età varia dai 30 ai 50 anni e oltre. 

"La Regione ha suggerito qualche soluzione - ha spiegato Giuseppe Meglio della Feneal Uil Cesena - che, però, non sembra risolvere il problema all'origine. La proposta infatti, riguarda l'utilizzo delle agenzie interinali per ricollocare i dipendenti che rimarranno a piedi. In pratica l'azienda darebbe 3 o 4 mila euro alle agenzie interinali (come incentivo) solo nel caso riuscissero a trovare un lavoro per il dipendente licenziato. Oppure, sempre la Regione, ha proposto corsi per la formazione dei dipendenti". 

Ma il problema di perdere il lavoro sembra sempre più concreto e inevitabile, anche perché, nonostante i sindacati abbiano rilanciato l'ipotesi di utilizzare gli ultimi 6 mesi di ammortizzatori a disposizione dell'azienda, sembra non sia possibile applicarli per motivi tecnici. La solidarietà, infatti, non è praticabile per chi lavora nei cantieri e la cassa integrazione ordinaria si può concedere ma solo se è prevista una ripresa dell'attività lavorativa da parte del dipendente, altrimenti non viene concessa e a pagarla, nel suo totale, spetta all'azienda.

"Inoltre l'azienda non vuole nemmeno utilizzare gli ultimi mesi di ammortizzatori a disposizione - spiega Meglio - fino al 2020 non ne avrebbe più e, invece, potrebbe averne bisogno. Quindi l'azienda si è data disponibile eventualmente a concederne tre". I sindacati hanno anche rilanciato sull'incentivo proposto dall'azienda ai licenziati. Una forma di buonuscita offerta in cambio dell'assenza di vertenze legali. L'azienda non si è buttata via e si è detta disponibile a pensare a un ritocco verso l'alto. Nel frattempo i sindacati hanno spedito una lettera ai dipendenti nati prima del 1962 in cui li invitano a informarsi presso i loro patronati per capire se hanno la possibilità di usufruire di un eventuale accompagnamento alla pensione. In attesa di alcune importanti risposte che arriveranno il prossimo martedì, in occasione dell'incontro tra sindacati e azienda, è meglio che i dipendenti inizino a guardarsi intorno per cercare di capire cosa gli aspetterà dopo il 17 ottobre. 

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