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Martedì, 28 Marzo 2023
Economia

Superbonus, il Governo blocca tutte le cessioni dei crediti: "E' caos, tante imprese a rischio tracollo"

Cna: “Circa 40mila aziende rischiano la chiusura nonostante abbiano rispettato la legge”. Tre immobili residenziali su quattro dovranno operare lavori di ristrutturazione entro i prossimi 10 anni

Con il Decreto legge firmato giovedì sera – subito in vigore da oggi, 17 febbraio – che rende operativo il blocco di tutte le cessioni di crediti d’imposta per tutte le tipologie di bonus edilizi (tra cui il superbonus), il rischio tracollo per le imprese è più concreto che mai. 

Una scelta gravissima, quella del Governo, che contraddice etica e buon senso e che va a colpire un bene primario per tutti i cittadini: la casa è la cornice di ciò che chiamiamo famiglia, il luogo delle relazioni, della nostra identità e dei nostri diritti.  

“Un errore che compromette la promessa alle nuove generazioni sul loro futuro e su quello del pianeta – dichiara il direttore generale di CNA Forlì-Cesena Franco Napolitano. – Agevolare tutti i cittadini, indipendentemente dal proprio reddito, a cogliere l’occasione dei bonus edilizi è stata la migliore “scelta green” che il nostro Paese potesse compiere: il settore edile è, infatti, responsabile del 36% dei consumi energetici e del 39% delle emissioni in atmosfera di CO2”. 

Solo otto giorni fa, la Commissione per l’Industria, la Ricerca e l’Energia del Parlamento europeo ha approvato la direttiva “Case Verdi”, la quale richiede che gli edifici residenziali raggiungano una prestazione energetica minima di classe “E” entro il 2030 e di classe “D” entro il 2033. Secondo gli attestati di prestazione energetica di Enea al 31 dicembre 2022 gli edifici italiani in classi energetiche inferiori alla classe “D” che si dovranno adeguare sono il 76%.  

Tre immobili residenziali su quattro dovranno operare lavori di ristrutturazione entro i prossimi 10 anni. È facile intendere quanto confusa e poco lungimirante è stata la scelta del Governo. 

Le associazioni di categoria sono state convocate per lunedì a Palazzo Chigi. Questa improvvisa e imprevista mossa del Governo ha lasciato incredulità sul modo in cui è stata presa questa decisione e preoccupazione per la tenuta del nostro sistema economico.  

Una situazione descritta in modo molto efficace dalle prime parole del presidente nazionale di CNA Dario Costantini in una intervista sull’edizione odierna de La Repubblica: “Quello che sta avvenendo in questi minuti è talmente grave che non l’avrei immaginato nemmeno nel mio peggiore incubo”. 

“L’unica possibile via di uscita da parte del Governo è una totale retromarcia – aggiunge il presidente di CNA Forlì-Cesena Lorenzo Zanotti – per poi sederci ad un tavolo per studiare insieme eventuali azioni correttive. L’auspicio è che nel confronto del prossimo lunedì il buon senso possa tornare a guidare le scelte. Una cosa è certa: sulla tutela delle imprese e delle famiglie la nostra Confederazione non farà sconti a nessuno”. 

La preoccupazione di Confartigianato

"Confartigianato Federimpresa Cesena e tutte le imprese della filiera edile speravano in una soluzione che risolvesse il problema dei crediti incagliati, invece non solo non si prospetta nessuna risposta al problema ma il Governo blocca, tranne in limitati casi, la possibilità di continuare ad applicare lo sconto in fattura o a cedere i crediti”. Così sottolinea il Gruppo di Presidenza di Confartigianato Cesena (Stefano Ruffilli, Daniela Pedduzza e Marcello Grassi) commentando il decreto legge sulla cessione dei crediti approvato oggi dal Governo. "Il blocco previsto nel decreto legge - prosegue il Gruppo di Presidenza - coinvolge anche le tante imprese del Cesenate e della Romagna che, sulla base delle norme sinora vigenti, hanno effettuato investimenti ed assunzioni nella prospettiva, di primi accordi con i committenti, di poter continuare ad operare garantendo lo sconto in fattura. Con buona pace degli obiettivi green che la misura avrebbe aiutato a raggiungere. Anche il blocco della possibilità di acquisto dei crediti da parte degli enti pubblici rappresenta un altro incomprensibile ostacolo. Risulta invece apprezzabile l’intervento per limitare la responsabilità in solido dei cessionari anche se non risolutiva e fuori tempo massimo".

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