Economia Cesuola / Via Don Giovanni Minzoni

Da nonno Pietro la dinastia dei panificatori Prati si estende alla quarta generazione

Il capostipite fu il nonno Pietro, che aprì il primo forno a Calabrina quando la strada era ancora sterrata e con il biroccio si spostava nelle campagne a ritirare il pane preparato dai contadini per essere cotto nel forno

La dinastia infinita di panificatori Prati si estende alla quarta generazione. Domenica alle 15 si inaugura a Cesenatico, in via don Minzoni nel quartiere Madonnina, il forno gestito da Giulia, 23 anni, laureata alla triennale di Economia Commercio e Francesco, 20 anni, diplomato ragioniere, affiancati dalla madre Silva. Sono figli di Paolo Prati, titolare di un forno storico a Pioppa, in via Cervese, che fu aperto nel 1950 da suo padre Giordano e dalla madre Fernanda.

Ma il capostipite fu il nonno Pietro, che aprì il primo forno a Calabrina quando la strada era ancora sterrata e con il biroccio si spostava nelle campagne a ritirare il pane preparato dai contadini per essere cotto nel forno. Quella campagna cesenate, oggi sviluppatasi e ammodernatasi, che continua a far da sfondo a vari forni made in Prati.

"La nostra è una vera e propria stirpe - sottolinea infatti Paolo Prati, 55 anni, padre dei nuovi neoimprenditori, socio storico di Confartigianato cesenate - e anche i fratelli di mio padre hanno aperto panifici a Calabrina (Quinto e Sesto Prati), Capannaguzzo, dove al padre Bruno è subentrato il figlio Michele e Pievesestina, gestito da mia zia Velia. Probabilmente questa predisposizione al mestiere sarà anche una questione genetica, ma soprattutto credo che abbiamo avuto in casa esempi luminosi da imitare, a partire da mio nonno e mio padre, che ci hanno aiutato ad appassionarci a questo lavoro, faticoso ma  gratificante".

"La nostra storia - aggiunge - è sempre stata costruita nelle piccole frazioni dove ancora oggi i forni sono punti di riferimento e noi consegniamo ancora il pane a casa visto che il territorio delle frazioni è ampio con le case disseminate nella campagna. Sono accortezze che abbiamo ereditato dalla sapienza dei nostri padri. Io e mia moglie Silva abbiamo rilevato l'attività di mio padre nel 1996 e ora sono contento che i miei figli entrino nel mestiere, pur avendo titoli di studio che potevano consentire loro anche di percorrere altre strade professionali.

“Noi abitiamo a Cesenatico – prosegue Prati - e il nuovo forno è vicino a casa, nel popoloso quartiere Madonnina. La prerogativa dei prati è da sempre la genuinità dei prodotti, anche quelli della tradizione, ad esempio noi proponiamo gli antichi maritozzi e altri dolci della tradizione, insieme alle varie tipologie di pane. Il nuovo forno che apre domenica sarà moderno ma ben collegato alla tradizione".

I ragazzi entrano nel mestiere ben sapendo che quello di fornaio è un mestiere duro, che richiede anche lavoro notturno. "L'organizzazione del lavoro oggi, grazie anche alle strumentazioni tecnologiche, è tale che la lavorazione viene più spostata sulla mattina presto e la levataccia notturna di quando ero ragazzo io risulta addolcita - sottolinea Prati -. La peculiarità del nostro mestiere, tuttavia, resta quella di una accurata e laboriosa preparazione: il pane buono va curato e cotto con tutte le cure del caso e il tempo necessario per sfornarlo flagrante al mattino presto, un valore aggiunto che i nostri competitori industriali non potranno mai avere. I ragazzi, che saranno coadiuvati da mia moglie Silva, lo sanno bene e sono carichi, anche perché debbono tenere alto il nome della stirpe di fornai Prati”.

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