Sorride l'economia locale, segnali positivi: "Agganciata la ripresa nel 2017"

Questo è quanto emerge dai dati dell’Osservatorio economico camerale elaborati dall’ufficio studi e statistica

Il sistema produttivo di riferimento della Camera della Romagna – Forlì-Cesena e Rimini ha agganciato la ripresa. Questo è quanto emerge dai dati dell’Osservatorio economico camerale elaborati dall’ufficio studi e statistica. "Nonostante la flessione nel numero di imprese attive (in linea con quella regionale), prosegue la crescita della produzione industriale (con valori positivi nei principali comparti del settore manifatturiero ed in particolare nelle imprese di medie dimensioni), una buona performance delle esportazioni nei primi nove mesi dell’anno e buoni risultati dal comparto turismo nella stagione estiva - commenta il presidente della Camera di commercio Fabrizio Moretti -. Positivo il saldo occupazionale del primo trimestre dell’anno e le relative previsioni per i mesi da novembre 2017 a gennaio 2018. Tra le note negative va sottolineata la flessione delle imprese nel commercio al dettaglio, le problematiche strutturali del comparto agricolo, la contrazione dei prestiti alle imprese e l’elevata incidenza delle sofferenze bancarie. Nel complesso, gli scenari di previsione, predisposti da Prometeia (aggiornati a ottobre), stimano per il 2017 un incremento del valore aggiunto dell’1,5% e per il 2018 pari all’1,4%, con dati in aumento rispetto al precedente rilascio".

I dati principali

Il tessuto imprenditoriale provinciale, al 31 ottobre scorso, è costituito da 37.265 imprese attive, in flessione dell’1,1% rispetto al medesimo periodo del 2016. I settori maggiormente significativi in flessione sono: Agricoltura, Costruzioni e Trasporti; in aumento il comparto delle attività di servizi professionali e tecnici: stabile il settore dei servizi di alloggio e ristorazione. Le società di capitale, pari al 20,1% del totale escluso il settore agricolo, rappresentano una quota progressivamente crescente delle imprese. Il 93,8% del sistema imprenditoriale provinciale è costituito da imprese con meno di 10 addetti. Il rapporto abitanti per impresa evidenza un’imprenditorialità particolarmente diffusa in provincia (10,6 abitanti per impresa) rispetto gli altri livelli territoriali di riferimento (Emilia-Romagna 11,0, Italia 11,7).

Imprese

Le start up innovative al 27 novembre sono 55, invariate rispetto all’anno precedente. In flessione il numero delle imprese artigiane (12.119; -1,0% al 30 settembre 2017 rispetto allo stesso periodo del 2016). In flessione anche il numero (528 al 31 ottobre) delle imprese cooperative (-2,8%). In merito all’andamento dei principali settori, in calo del 2,2% la consistenza delle imprese agricole attive (sono 6.699 al 31 ottobre), rispetto ad analogo periodo del 2016. Dopo il lungo periodo siccitoso (giugno-agosto) con temperature sopra la media, la piovosità si è mantenuta scarsa anche nei mesi autunnali. Per i cereali le semine sono terminate e le condizioni climatiche hanno permesso di operare in condizioni ottimali. I foraggi hanno mantenuto prezzi in ripresa come conseguenza della minor offerta.

Annata agricola

Per le colture frutticole l’annata si conferma problematica per la frutta estiva (particolarmente per pesche e nettarine), con prezzi in contrazione e ampiamente non remunerativi. La raccolta di uva è risultata in flessione del 20%; con effetti non positivi del caldo eccessivo sul prodotto e sulla sua qualità; in difficoltà la viticoltura in collina. Per le varietà autunnali, gli operatori riportano giudizi qualitativi positivi circa la raccolta dei cachi con quotazioni sostenute; prezzi in ripresa anche per i kiwi, a fronte di una flessione delle quantità raccolte (circa 20%).

In continua riduzione il patrimonio zootecnico. Quotazioni per bovini e ovini stazionarie ma non soddisfacenti per gli operatori. Per i suini si conferma una lenta ripresa con copertura dei costi di produzione, dovuta alla contrazione dell’offerta per riduzione dei capi in allevamento. Con riferimento al comparto avicolo, le quotazioni del pollo da carne appaiono in ripresa (+8,3%, media gennaio-novembre 2017 sul medesimo periodo dell’anno precedente), invertendo il trend degli ultimi 24 mesi. In notevole incremento il prezzo delle uova (+26,9%, media gennaio-novembre 2017 sul medesimo periodo dell’anno precedente), quale conseguenza della minor produzione derivante dalle problematiche sanitarie emerse nei mesi estivi.

Manifatturiero

Note positive per le attività manifatturiere: su base annuale (3° trimestre 2017: media degli ultimi 12 mesi rispetto ai 12 mesi precedenti) gli indicatori segnalano valori stabili: produzione +2,2%, fatturato +9,8%, ordini interni +4,6%, ordini esteri +6,3% e occupazione +2,8%. Per le imprese manifatturiere della provincia la favorevole fase congiunturale sembra consolidarsi; la crescita della produzione segna valori superiori alla media nei comparti “mobili”, “altre industrie manifatturiere”, “calzature”, “prodotti in metallo”, “macchinari”, mentre si conferma in negativo il settore delle “confezioni”. Stazionari i comparti “alimentare” “chimica” e “legno”. Le aspettative degli imprenditori per il quarto trimestre sono di ulteriore crescita della produzione, sostenuta da un andamento positivo degli ordini.

Dal punto di vista strutturale, si rileva però un calo dell’1,8% della consistenza delle imprese manifatturiere attive al 31 ottobre, rispetto al medesimo periodo del 2016, che si attestano sulle 3.639 unità. Per il settore delle costruzioni, continua la flessione nel numero delle imprese attive: al 31/10/2017 sono 5.634 (-1,6% rispetto al 31 ottobre 2016). Nel terzo trimestre 2017, rispetto ad analogo periodo del 2016, il volume d’affari risulta in flessione (-4,2%) e le previsioni degli imprenditori per il quarto trimestre convergono verso la stabilità dei risultati.

Commercio

Riguardo al commercio al dettaglio, nel suo complesso, le vendite nel terzo trimestre 2017 rispetto allo stesso del 2016 risultano in moderato aumento (+1,0%). Le performance appaiono differenti per i vari comparti (alimentare +1,9%, non alimentare +1,1%, ipermercati -0,7%) e per classe dimensionale (piccola distribuzione +1,2%, media distribuzione -0,9%, grande distribuzione +1,5%). In calo la consistenza delle imprese nel settore commercio all’ingrosso, al dettaglio e riparazioni autoveicoli che, al 31/10/2017, sono 8.286 (FC -1,7%) e le attività del commercio al dettaglio al medesimo periodo (4.191 aziende, -1,9%).

Rilevante la performance del commercio con l’estero nei primi nove mesi del 2017: +7,6% nel complesso delle esportazioni, rispetto ad analogo periodo 2016 (+5,8% per l’Emilia-Romagna e +7,3% per l’Italia). Risultato positivo su tutte le classi merceologiche, principalmente determinato dalle esportazioni di macchinari (+10,6%), prodotti dalle “altre industrie manifatturiere” (+6,8%), prodotti tessili, abbigliamento pelli e calzature (+3,1%), metalli e prodotti in metallo (+10,6%). Le esportazioni verso i Paesi dell’Unione Europea (che incidono per il 60,1% del totale delle esportazioni provinciali) crescono del 5,7%. Tra le altre macro aree di destinazione maggiormente significative crescono l’Asia Orientale (+31,5%), i Paesi Europei non dell'Unione (+5,9%) e l’America Settentrionale (+1,2%).

Turismo

Le imprese attive che erogano servizi di alloggio e ristorazione, al 31 ottobre, rispetto al medesimo periodo del 2016, sono stabili in termini di numerosità (+0,4%). Nei primi nove mesi del 2017, il flusso turistico presenta dati positivi: arrivi +4,4% e presenze +8,7%, performance determinata da un turismo prevalentemente nazionale e marittimo. Le tendenze complessivamente evidenziano una buona performance del settore, confermata anche dall’aumento del volume d’affari registrato nel terzo trimestre dell’anno (+0,9% rispetto al medesimo periodo del 2016). Le imprese attive nel settore “trasporti di merci su strada” sono in calo del 3,0% (dati al 31 ottobre 2017 rispetto al 31 ottobre /2016), analogamente alla dinamica del settore principale (trasporti e magazzinaggio) pari al -3,5%.

Occupazione

Le elaborazioni di Unioncamere Emilia-Romagna su dati Istat Forze di lavoro relativi al primo trimestre 2017, rilevano un tasso di occupazione provinciale 15-64 anni (67,9%) lievemente inferiore al dato regionale (68,8%) e migliore di quello nazionale (57,4%);  un tasso di disoccupazione provinciale 15 anni e più (6,7%) in linea con il dato regionale (6,6%) ma decisamente migliore del livello nazionale (11,7%): un tasso di disoccupazione giovanile provinciale 15-24 anni (17,1%) inferiore al dato regionale (22,0%) e a quello nazionale (37,0%). Il saldo occupazionale dei lavoratori dipendenti al primo trimestre del 2017 è positivo per 1.416 unità (dati destagionalizzati), al secondo posto in regione, in termini assoluti, dopo quello della provincia di Rimini. Positive anche le previsioni di assunzione da parte delle imprese per il periodo novembre 2017-gennaio 2018 (fonte: Excelsior): si stimano 7.580 entrate (di cui l’88% dipendente e un terzo a carattere stabile).

Relativamente al ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni, nel periodo gennaio-settembre 2017, risultano autorizzate n. 2.319.227 ore totali con una flessione, rispetto ad analogo periodo 2016, del 34,9%. In flessione la CIG Straordinaria (-32,3%), mentre si mantiene stabile la CIG ordinaria (+1,0%). Riguardo all’andamento del credito, a settembre 2017 i prestiti bancari alle imprese risultano in ulteriore diminuzione (-3,6% rispetto al medesimo periodo del 2016). Tra i macrosettori di attività economica, la contrazione dei prestiti si riscontra per le costruzioni (-10,9%), i servizi (-3,0%) e le attività manifatturiere (-6,2%, in continuità con quanto rilevato nel trimestre precedente). I prestiti alle famiglie sono invece in aumento del 2,7% (fonte: Banca d’Italia – Ufficio Ricerca Economica di Bologna). Le sofferenze sugli impieghi totali, al 30 giugno, sono state pari al 13,58% (Emilia-Romagna 12,51%, Italia 10,19%). Ancora elevato è il ritmo di crescita delle nuove sofferenze (+3,0%) rilevato in provincia nel terzo trimestre 2017. Gli scenari di previsione predisposti da Prometeia e riferiti a ottobre, infine, stimano, per la provincia di Forlì-Cesena, per il 2017 un aumento del valore aggiunto dell’1,5% (Emilia-Romagna +1,7%; Italia +1,4%) e per il 2018 un incremento dello stesso dell’1,4% (Emilia-Romagna +1,5%; Italia +1,2%).

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