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Soilmec lascia la Confindustria Forlì-Cesena, la replica: "Noi proiettati verso l'Emilia"

Così come proposta l'aggregazione tra le Associazioni degli industriali romagnole è un "sodalizio troppo debole riduttivo"

Così come proposta l'aggregazione tra le Associazioni degli industriali romagnole è un "sodalizio troppo debole riduttivo". Il presidente di Confindustria Forlì-Cesena, Italo Carfagnini, racconta la sua verità' sul progetto di fusione con Rimini e Ravenna bocciato dal suo Consiglio direttivo. L'intervento arriva dopo che è emerso che la Confindustria provinciale perde un altro pezzo da novanta, la Soilmec del gruppo Trevi, di fatto l'impresa che in provincia di Forlì-Cesena realizza i più grandi fatturati, che migra a Confindustria Romagna. Proprio nelle sue motivazione, in un'intervista al Resto del Carlino, la Soilmec ha criticato l'atteggiamento da “politica italiana” nella Confindustria di Forlì-Cesena e ha citato la Riforma Pesenti.

Carfagnini precisa che Confindustria Romagna secondo la riforma Pesenti e'' "solo una prima tappa, possibile, verso una unica Confindustria regionale, con tanti presidi territoriali. Forlì-Cesena vorrebbe prepararsi a questa evenienza con l'idea che insieme tutte le Associazioni territoriali della Romagna possano meglio rapportarsi col livello regionale". Da qui la ristrutturazione messa in campo, con anche la "dolorosa scelta" di dimezzare il personale, modernizzando i propri servizi e mettendo in ordine i propri conti. Che da due anni "non costituiscono più motivo di preoccupazione per alcun socio". Non hanno fatto altrettanto Ravenna e Rimini e da parte loro, sottolinea Carfagnini, "non sono emerse idee chiare su questa necessità". Ecco perche'' la proposta di aggregazione "non ha soddisfatto" il Consiglio direttivo e oggi, manda a dire il presidente, "una decisione di vertice non condivisa per aggregarci con Ravenna e Rimini senza una netta evoluzione delle proposte, sarebbe quantomeno arrogante".

Tra l'altro fa più gola una "aggregazione centro emiliana, con Bologna, Modena e Ferrara, più ricca di servizi orientati al cambiamento, con una propensione all'innovazione e all'internazionalizzazione, e con minori costi". Carfagnini lancia insomma un messaggio chiaro: "Non ha senso il cicaleccio di appetiti e beghe mutuate dalla politica abbinate a forzature che poco contribuiscono alla ricerca di utili soluzioni per le imprese". Le motivazioni, aggiunge, che spingono le imprese a iscriversi a Confindustria "difficilmente sono riassumibili in una fantasiosa ricostruzione che mette insieme quote associative più o meno reali, presunte fronde rivali tra imprenditori e vertenze di ex dipendenti".

Carfagnini smentisce inoltre problemi di cassa e nemmeno si immagina "una Romagna a cui potrebbero associarsi le imprese di Forli''-Cesena, Bologna e Ferrara fatta solo dai territori di Ravenna e Rimini, che non ne rappresentano storicamente e geograficamente neppure la metà". Senza tra l'altro rispettare il principio della territorialita''. L'Associazione di Forli'-Cesena, conclude, e' impegnata nel suo ammodernamento e "valuta ogni ipotesi aggregativa ritenuta efficace rispetto alle esigenze delle imprese", l'unico interesse che muove la presidenza. (Agenzie Dire)

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