Martedì, 26 Ottobre 2021
Economia

Sicurezza sul lavoro, Confartigianato: "Serve collaborazione, non inasprimento delle sanzioni"

Così Stefano Bernacci, segretario Confartigianato Cesena

"La tutela della sicurezza sanitaria e sul lavoro sono il fondamento su cui poggia l'attività delle piccole imprese territoriali, dove imprenditori e collaboratori lavorano insieme a contatto di gomito, in un clima familiare. Per Confartigianato il green pass delle piccole imprese si chiama senso di responsabilità, applicato fin dall’inizio della pandemia, adottando i protocolli igienico-sanitari e rispettando con rigore le indicazioni del Governo". Così Stefano Bernacci, segretario Confartigianato Cesena.

"Su questa scia l'impegno proseguirà, pur in presenza di non poche contraddizioni - afferma Bernacci -: a partire da quella dell'imprenditore chiamato a garantire la salute dentro l'impresa, ma che per la privacy non può conoscere chi tra i collaboratori è vaccinato e chi no. Così come lo sono i protocolli sanitari, vengono rispettati dalle piccole imprese anche quelli per prevenire gli infortuni sul lavoro e, dopo la morte di un operaio nei giorni scorsi in un'impresa artigiana, le dichiarazioni di esponenti sindacali relative a una presunta disattenzione sul rispetto della sicurezza nelle piccole imprese sono ideologiche e non suffragate dai numeri: i dati dell'Inail attestano infatti che gli infortuni sul lavoro sono in costante calo".

"Chi conosce come si lavora ogni giorno in un laboratorio artigiano, sa che il rispetto delle regole è perseguito, salvo eccezioni. Ma è purtroppo nell'ordine delle cose che possano verificarsi incidenti per varie ragioni, inclusi l'allentamento di tensione nel rispetto delle procedure nonché l'imponderabilità stessa, dato di fatto da tener presente negli infortuni", prosegue.

"A chi continua a chiedere l'inasprimento  dei controlli e delle sanzioni - sulla base di una pregiudiziale sfiducia nei confronti della piccola impresa - Confartigianato obietta che in realtà gli adempimenti sono cresciuti a dismisura negli anni, provocando aumento dei costi e quella fastidiosa incertezza che deriva dalla proliferazione normativa, da cui scaturiscono sanzioni perlopiù relative ad adempimenti formali non rispettati, come la mancata esposizione di cartelli o l'incompleta compilazione di registri", aggiunge.

"Serve dunque un cambio di passo, instaurando un nuovo rapporto tra Stato e piccola impresa: non fondato sulla repressione, ma sulla collaborazione reciproca per realizzare la sicurezza sostanziale sul luogo di lavoro - conclude -. Fidandosi del senso di responsabilità delle piccole imprese, largamente dimostrata sul campo, i controlli possono diventare l'occasione formativa per aiutarle a ricalibrare, nei casi dovuti, il rispetto delle procedure, rendendole di pari passo meno complesse".
 

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