Ex Banca Romagna Cooperativa, la sentenza riapre l'accordo che tagliò gli stipendi

Lo ha stabilito mercoledì la Corte d’appello di Bologna, che ha riconosciuto le ragioni della Fabi "vittima di comportamento antisindacale da parte della banca"

Banca per lo Sviluppo (gruppo Iccrea) dovrà riaprire le trattative sindacali sul passaggio dei lavoratori della ex Banca Romagna Cooperativa. Lo ha stabilito mercoledì la Corte d’appello di Bologna che, nel confermare la sentenza del Tribunale di Forlì, ha quindi riconosciuto le ragioni dei sindacati Fabi e Uilca "vittime di comportamento antisindacale da parte della banca". La questione era stata sollevata dai sindacati Fabi e Uilca. La Banca Romagna Cooperativa - Credito Cooperativo Romagna Centro e Macerone, all’epoca in liquidazione coatta amministrativa, aveva violato gli obblighi informativi previsti dal Contratto Collettivo Nazionale del Credito Cooperativo e attuato un trasferimento d’azienda, con il passaggio dei lavoratori a Banca per lo Sviluppo della Cooperazione di Credito Spa (gruppo Iccrea).

Il trasferimento era stato deciso sulla base di un accordo stipulato solo con altre organizzazioni sindacali senza rispettare gli obblighi informativi dettati dal Contratto stesso. L’accordo in questione, non sottoscritto dalla FABI, stabiliva un passaggio dei lavoratori all’azienda acquirente con un taglio degli stipendi del 40%. La Corte d’Appello di Bologna ha ribadito "l’antisindacabilità della condotta", "ordinando a Banca per lo Sviluppo della Cooperazione di Credito Spa la rimozione degli effetti con l’avvio della procedura informativa prevista dai commi 1 e 2 dell’art. 47 legge 428/1990 e la pubblicazione del provvedimento sulle bacheche aziendali in luogo accessibile a tutti per la durata di un mese".

Inoltre, la Banca è stata condannata al pagamento delle spese legali (5mila euro). La sentenza di secondo grado conferma quella del Tribunale di Forlì dello scorso 24 gennaio, contro la quale Banca per lo Sviluppo aveva presentato l’appello. Soddisfatta la Fabi: “Dopo tre anni – ha commentato il Segretario nazionale Luca Bertinotti -  il giudice ha riconosciuto pienamente le nostre tesi. Il giudizio d’appello ha confermato la condotta illegittima dell’azienda, assistita da Federcasse, e la conseguente penalizzazione inflitta a tutti i Lavoratori di Banca Romagna Cooperativa”. Così invece la Uilca: "Alla luce di questo importante risultato per la Uilca, i lavoratori di ex -BRC dovrebbero vedersi ripristinato l’inquadramento e la retribuzione oggetto di decurtazione sin dal 2015, anno del loro passaggio in Banca Sviluppo".

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