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Foto di repertorio

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San Mauro, il Comune esce dal Cercal. Cna: "E' strategico". Il sindaco: "Sostegno confermato"

Cna, fondatore e da sempre sostenitore dell’ente di formazione quale strumento importante a sostegno del distretto del calzaturiero, ha mostrato i propri dubbi in merito

Recentemente il comune di San Mauro Pascoli ha dichiarato che uscirà dalla compagine sociale del Cercal, la scuola di formazione e centro di ricerca del settore calzaturiero, per rispettare la cosiddetta legge Madia sulle società partecipate. Cna, fondatore e da sempre sostenitore dell’ente di formazione quale strumento importante a sostegno del distretto del calzaturiero, ha mostrato i propri dubbi in merito, anche attraverso una lettera inviata al sindaco Luciana Garbuglia, ancora in attesa di risposta.

In realtà, prima di questa evoluzione, Cna aveva già da tempo manifestato le sue perplessità. "Il Cercal - evidenzia l'associazione - è attualmente l’unico luogo di incontro tra le diverse anime pubbliche e private del distretto del calzaturiero, che conta complessivamente circa 300 imprese, e ogni attore dovrebbe continuare ad essere garante della sua funzione di innovazione e formazione. Fin dal 2017, Cna aveva invitato l’amministrazione a verificare con gli organi preposti se la fuoriuscita dal Cercal fosse l’unica strada percorribile o se vi fossero altre soluzioni. Da quel momento le alternative per situazioni analoghe paiono emerse almeno altrove. Ad esempio, altri comuni della provincia, in contesti diversi ma condizioni simili, hanno trovato soluzioni alternative rispetto all’uscita. Con la stessa logica e fatte le opportune verifiche, la Camera di Commercio della Romagna ha confermato la propria partecipazione al Cercal".

"Nonostante questo, il comune di San Mauro Pascoli continua verso il percorso di dismissione per quanto di nostra conoscenza, senza aver ricevuto alcuna comunicazione ufficiale dagli organi competenti in merito all’opportunità o meno di mantenere le quote. Riterremmo prudente attendere il parere della Corte dei Conti - continua Cna -. Certo, il Comune può scegliere di uscire dal Cercal in qualsiasi momento, ma dovrebbe farlo motivandolo come una scelta politica e non ammantando motivazioni tecniche. Una differenza non formale, ma di sostanza, che permetterebbe una volta per tutte di fare chiarezza. È stato fatto il possibile per verificare la necessità di questo percorso?" Cna chiede all’amministrazione "di esplicitare le scelte politiche che l’hanno portata a prendere questa decisione, con la consapevolezza di agire per il bene di un patrimonio e delle imprese del distretto del nostro territorio".

La replica

Il sostegno al Cercal è una delle azioni prioritarie del programma dell'amministrazione comunale. “Questa amministrazione ritiene che il Cercal sia una realtà fondamentale del nostro distretto - dichiara il sindaco Garbuglia - è grazie al Cercal che si preparano le generazioni di giovani che daranno futuro al distretto, è al Cercal dove si sperimenta l'innovazione, si fa ricerca, si impara e si tramanda il saper fare sammaurese. Consci di questa importanza strategica, come Amministrazione abbiamo fin da subito promosso progetti in collaborazione con la scuola, fra questi il più importante è certamente il Cercal Lab; abbiamo realizzato azioni in sinergia con la Regione e con le realtà legate alla moda e alla ricerca nel settore moda, dalla fashion valley, alle collaborazioni con Fashion Research Italy fino al progetto sui tempi di vita e di lavoro nel distretto. Cito questi esempi per sottolineare il sostegno dell'Aamministrazione al Cercal: un sostegno che intendiamo confermare anche alla luce della nuova normativa sulle partecipate che obbliga i Comuni, e quindi anche il nostro, all'uscita in qualità di soci, anche per le realtà ritenute strategiche, come è il Cercal. Quindi comprendo la preoccupazione dell'associazione Cna Forlì-Cesena, espressa con lettera inviatami, in merito alla fuoriuscita dal Cercal dell'Amministrazione comunale ma, come affermato in Assemblea, non faremo venir meno tutto il sostegno economico e politico dell'amministrazione comunale. Anche perché si tratta di una scelta dettata da valutazioni tecniche, non trattandosi cioè di una scelta politica".

"Le verifiche attuate dai consulenti incaricati e il responsabile dei servizi finanziari del Comune hanno purtroppo stabilito che il decreto sia da applicare al Cercal il decreto: abbiamo anzi resistito fino ad oggi, sperando che l'ultima modifica legislativa consentisse di non applicare al Cercal - conclude -. Ma così non è stato e il Cercal ricade nel decreto Madia. Certo la novità del parere rilasciato dalla Corte dei Conti alla Camera di Commercio per la sua permanenza nel Cercal ci fa ben sperare per una risposta positiva. Abbiamo infatti inoltrato una richiesta al ministero che ancora non ci ha risposto; abbiamo riproposto il medesimo quesito alla Corte dei Conti sperando in un parere favorevole. Nel caso di esito negativo, e quindi in caso di fuoriuscita obbligata, finanzieremo il Cercal attraverso progetti finanziabili dal Comune e in particolare le attività rivolte ai giovani e alla formazione, con lo stesso impegno di prima”. 

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