Economia

Ripartono i ristoranti anche al chiuso, Fipe Confcommercio: "Ma mancano i lavoratori"

“Sono  mesi drammatici per il comparto della ristorazione - prosegue - ma finalmente si comincia a guardare con fiducia ai prossimi mesi"

"Meno uno per la sospirata ripartenza a tutto tondo del mondo della ristorazione: da domani primo giugno, infatti, riapriranno anche  attività che non avendo degli spazi all’aperto non hanno potuto approfittare della “finestra” aperta il 26 aprile scorso. Parliamo di una bella fetta delle imprese della ristorazione, il 46% circa, rimarca la Fipe Confcommercio, che hanno visto il loro lockdown prolungato di un mese e mezzo. Ovviamente non saranno tutte rose e fiori: i problemi che queste imprese devono affrontare sono ancora molteplici e tra questi la mancanza di personale". Lo sottolinea la Fipe,  la Federazione italiana dei Pubblici esercizi aderente a Confcommercio con il presidente cesenate Vincenzo Lucchi.

“Sono  mesi drammatici per il comparto della ristorazione - prosegue - ma finalmente si comincia a guardare con fiducia ai prossimi mesi. C'è una grande voglia di ripartire, gli italiani hanno voglia di riprendere in mano le loro vite e riappropriarsi dei luoghi della socialità. Ecco perché confidiamo in un rimbalzo molto positivo dopo questo lungo periodo di privazioni e solitudine". Ma c’è “un'incognita che rischia di compromettere questa ripresa: mancano all'appello  lavoratori. In particolare - prosegue - stiamo parlando dei  professionisti a tempo indeterminato che nel corso dello scorso anno, a causa dei troppi impedimenti imposti alle nostre attività, hanno preferito cambiare lavoro e interrompere i loro contratti. Si tratta di cuochi e bar tender di lunga esperienza, attorno ai quali, spesso, sono state costruite intere imprese. A questi si aggiungono altri altri  lavoratori che lo scorso anno lavoravano a tempo determinato e che oggi, anche alla luce dell'incertezza sul futuro, potrebbero preferire strumenti di sostegno al reddito, invece di un vero impiego”. “Per invertire questo trend e rendere nuovamente la ristorazione attrattiva soprattutto per le figure più professionalizzate, è importante che la politica dia un segnale di fiducia, ribadendo che il processo di riapertura sarà irreversibile".

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