Rigenerare il patrimonio urbanistico: parola d'ordine ricostruire

Abbattere gli edifici dispersivi e realizzare una nuova qualità dell'abitare. Lo impongono il degrado di molti quartieri e zone del nostro territorio, il livello di inquinamento, la mancanza di sicurezza di migliaia di immobili

Abbattere gli edifici dispersivi e realizzare una nuova qualità dell’abitare. Lo impongono il degrado di molti quartieri e zone del nostro territorio, il livello di inquinamento, la mancanza di sicurezza di migliaia di immobili. In sostanza c’è bisogno di ridisegnare e ricostruire in modo sostenibile e in un’ottica ambientalmente compatibile gran parte del patrimonio edilizio non solo della provincia, ma anche della regione. È questo l’obiettivo del progetto messo a punto da CNA. Il progetto, anticipato oggi a Cesena in una conferenza stampa, sarà illustrato in occasione del convegno “Ristrutturare, rigenerare, riorganizzare la città per una nuova qualità dell’abitare”, che si terrà giovedì 22 marzo a partire dalle 9.15 nella Sala Ex Macello a Cesena, in Via Mulini 25.

Il convegno, dopo l’apertura di Enzo Cortesi, presidente di CNA Forlì-Cesena, sarà introdotto dai saluti di Paolo Lucchi, Sindaco di Cesena e Massimo Bulbi, Presidente della Provincia di Forlì-Cesena. Sarà poi la volta delle relazioni dei due studi tecnici che hanno collaborato al progetto: Rudi Fallaci di Tecnicoop e Ferdinando Fabbri di Studio TI. A seguire gli interventi di Alfredo Peri, Assessore alla Programmazione Territoriale e Urbanistica della Regione Emilia-Romagna, Orazio Moretti, Assessore all’Urbanistica del Comune di Cesena, Paolo Rava, Assessore all’Urbanistica del Comune di Forlì e Roberto Franchini, Presidente CNA Costruzioni Emilia-Romagna. Conclusioni di Franco Napolitano, direttore generale di CNA Forlì-Cesena.
 
Il progetto è introdotto dal Presidente di CNA Forlì-Cesena, Enzo Cortesi: “questa iniziativa vuole essere nelle nostre intenzioni un contributo importante, per trovare uno sbocco positivo alla crisi che ha investito il settore, contribuendo in maniera concreta al suo rilancio. Nel corso del convegno CNA Costruzioni presenterà un progetto e una serie di proposte che, se condivise e recepite dalla Amministrazioni pubbliche (Provincia e Comuni tra tutti) potranno davvero rappresentare un punto di svolta per l’intero comparto dell’edilizia. CNA vuole lavorare per creare un patto fra chi fa le regole, chi fa finanza, chi fa impresa, il mondo delle professioni per ricostruire, insieme, nell’interesse generale del nostro territorio. Ristrutturare, abbattere e ricostruire con incentivo volumetrico è il futuro del settore costruzioni. Con l’impegno di tutti può essere anche il presente per la crescita del Paese”.
 
Da tempo, dicono gli imprenditori di CNA, è noto che il 40% delle emissioni CO2, proviene dall’edilizia e che gli immobili costruiti nel secondo dopoguerra sono quelli maggiormente dispersivi. Ma gli edifici più degradati sono occupati da famiglie a basso reddito che hanno necessità di essere supportate economicamente per sostenere l’onere di un intervento di ristrutturazione. Occorre dunque intervenire con progetti innovativi sia sul piano tecnico che finanziario. Non stiamo parlando di un futuro lontano, ma di ciò che è possibile fare già ora e subito. A sostenerlo è Claudio Bellini Presidente CNA Costruzioni Forlì-Cesena: “La fattibilità del nostro progetto può essere immediata, utilizzando gli attuali strumenti urbanistici e la normativa vigente sul partenariato fra Enti Locali e privati. Con gli accordi di programma a norma dell’art. 18 della legge 20/2000, l’imprenditore edile può concordare con i Comuni il ridisegno del comparto urbanistico da recuperare, i modi e le compatibilità dell’operazione, valutando l’utilizzo di opportunità di perequazione e le quote di aumenti volumetrici necessari a rendere economicamente fattibile l’operazione”.
CNA ritiene che anziché prevedere il consumo di nuovo territorio, si debba rigenerare il patrimonio edilizio invecchiato, sia residenziale che produttivo che alberghiero, anche come occasione per ridisegnare le nostre città. Per questo, insieme ad Unipol (che predisporrà appositi strumenti finanziari ed assicurativi) e Tecnicoop soc. cooperativa di Bologna e Studio TI soc. cooperativa di Rimini (che hanno definito i modelli di intervento per le diverse tipologie edilizie), CNA ha predisposto un progetto attraverso il quale realizzare la riqualificazione urbana e l’impiantistica edilizia, mediante il riuso, il recupero e la ristrutturazione del patrimonio immobiliare.“Siamo consapevoli – afferma Paolo Francia, presidente CNA Installazione e Impianti Forlì-Cesena - che c’è una quota rilevantissima di strutture edili ad uso residenziale, commerciale e produttivo, costruite negli anni ’50 e ‘60, che deve essere riorganizzata e ristrutturata per realizzare una diversa qualità dell’abitare e rientrare nei parametri di sostenibilità ambientale ed energetica previsti dalla direttiva europea. La Regione Emilia-Romagna ha approvato il PTR e la legge 6-2009 recependo alcune nostre proposte. È quindi possibile percorrere strade nuove per migliorare la vivibilità, l’estetica, la sicurezza di interi quartieri”.
 
L’analisi di fattibilità ha individuato modelli differenziati comparabili, ed evidenziato precise ipotesi di intervento: ristrutturazione, sostituzione, abbattimento e ricostruzione, valutando la differente distribuzione di costi e benefici nella catena del valore, nella consapevolezza dell’impossibilità di gravare sulla finanza pubblica. L’ottica del ridisegno urbano dovrà molto considerare l’impatto ambientale e pertanto il valore territoriale apportato dal riciclo dell’acqua, dal recupero dei rifiuti, oltrechè dal miglioramento apportato alle mobilità e nella sicurezza antisismica.
 
Il progetto complessivo è illustrato da spiega Franco Napolitano, direttore generale di CNA Forlì-Cesena: “Il nostro progetto prevede tre fasi. La prima finalizzata alla promozione nell’intera filiera delle costruzioni e alla selezione delle imprese e degli studi tecnici interessati. La seconda volta ad individuare le caratteristiche dell’edificio su cui intervenire; definire le soluzioni economiche ottimali. La terza relativa alla definizione di metodologia e strumenti per le valutazioni di fattibilità delle possibili soluzioni di intervento di rigenerazione e riqualificazione dell’edificio esistente.
I concetti e le parole chiave che stanno alla base della proposta che CNA e le imprese associate (oltre 21.000 a livello regionale fra professionisti, imprese edili ed impiantistiche, di cui oltre 2.200 nella provincia di Forlì-Cesena) formulano alla società regionale sono chiari: riqualificare comparti urbani sostituendo edifici energivori ed obsoleti con fabbricati nei quali si vive bene. Abbattere le emissioni CO2 dei fabbricati esistenti, puntando a ricostruire in classe A. Riqualificare e risanare senza gravare sulla finanza pubblica con un meccanismo di investimento prevalentemente privato che si autoalimenta. Garantire alloggi a costo contenuto per nuclei familiari a reddito non elevato”.
 
Si tratta di una nuova concezione culturale del territorio che punta  alla qualificazione del sistema edificio-impianto e che presuppone l’attivazione di strumenti di riconversione delle imprese generando non semplicemente una modifica del prodotto finale, ma un approccio ad un nuovo e diverso modo di intendere la ristrutturazione e la riqualificazione degli edifici, in sostanza una nuova ottica dell’abitare.
 

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