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Rifiuti, l'appello degli artigiani: "Tre operazioni a costo zero per aiutare le imprese"

Tre richieste di Confartigianato Cesena sulla tariffa rifiuti, cronica spina nel fianco di tante piccole imprese che si sentono ingiustamente penalizzate da una tariffa in irrefrenabile crescita

Bandire la gara per l’assegnazione del servizio di raccolta dei rifiuti senza più proroghe; uniformare i regolamenti tra Comuni del cesenate su assimilazione dei rifiuti, detassazione e scontistiche Tari in maniera non penalizzante per le imprese; perseguire la tariffa puntuale con i Comuni che prevedano la scelta della Tari corrispettiva per consentire all’attivazione del nuovo servizio, la detraibilità del 10% dell’IVA da parte delle imprese. Senza nessun aggravio ai Comuni, si potrebbe recuperare dopo anni di aumenti, una parte di costo importante per la competitività delle imprese
Sono le tre richieste di Confartigianato Cesena sulla tariffa rifiuti, cronica spina nel fianco di tante piccole imprese che si sentono ingiustamente penalizzate da una tariffa in irrefrenabile crescita, di acronimo in acronimo, tanti ne ha cambiati in questi anni.

“Da tempo chiediamo la tariffa puntuale rispondente cioè ai reali rifiuti smaltiti - osserva il Gruppo di Presidenza di Confartigianato formato da Stefano Ruffilli, Lorena Fantozzi e Marcello Grassi - e in questa direzione abbiamo richiesto ai Comuni di prevedere la scelta della Tari corrispettiva per consentire all’attivazione del nuovo servizio, la detraibilità del 10% dell’Iva da parte delle imprese. Senza nessun aggravio ai Comuni, si potrebbe recuperare così dopo troppi anni di aumenti, una parte di costo significativo per la competitività delle imprese”.

“Nel 2017 in molti Comuni - prosegue il Gruppo di Presidenza - le imprese hanno subito ancora aumenti significativi della Tari e si paventano ulteriori incrementi di una tariffa già arrivata a livelli insopportabili per numerose categorie d’imprese che hanno bassi livelli di produzione di rifiuti assimilati agli urbani. I nuovi modelli di servizio porta a porta, che in molti Comuni devono essere introdotti o implementati in base agli obiettivi del piano d’ambito, devono traguardare sistemi di pesatura puntuale e  nella fase di start-up prevedono costi d’investimento. Un’altra criticità è rappresentata dalla nuova legislazione regionale che ha decentrato e accorpato l’ente di regolazione e controllo (Atersir), scelta che penalizza il nostro territorio, in quanto i piani economico finanziari deliberati dall'ente possono rischiare di non tenere in considerazione il parere dei nostri Comuni”.

“Altro problema - afferma il Gruppo di presidenza di Confartigianato Cesena - : il nuovo sistema di definizione dei costi del servizio, basato sulla rendicontazione del gestore e non sui costi storici,  unito ai maggiori obiettivi di raccolta differenziata, ha già prodotto nel 2017 aumenti significativi, non condivisi e accettati da numerosi Comuni del territorio. Ma chi controlla in maniera attendibile le rendicontazioni dei gestori? Inoltre alcuni regolamenti comunali penalizzano le scontistiche previste per le imprese che vogliono evitare altre mazzate. La nuova legislazione nazionale ha definito i criteri per la realizzazione da parte dei Comuni di sistemi di misurazione puntuali delle quantità dei rifiuti conferiti al servizio pubblico, e Confartigianato attende il varo del decreto che prevede i nuovi criteri di assimilazione dei rifiuti urbani prodotti dalle imprese, che può produrre importanti novità sulla Tari, richieste da anni dal mondo delle imprese. Sarebbe la svolta tanto attesa, per invertire un trend non più tollerabile".

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