Storico traguardo per la piadina romagnola: ecco la ricetta Igp

Per potersi fregiare dell'Igp la Piadina deve essere confezionata nelle sole zone di produzione stabilite. Il Disciplinare presenta la piadina al consumo in due tipologie

FOTO DI REPERTORIO TRATTA DAL WEB

Tassello fondamentale nel riconoscimento IGP della piadina romagnola è stata l’approvazione del Disciplinare che recepisse tutti gli elementi patrimonio della Piadina Romagnola: caratteri storici, tradizioni, confini geografici, materie prime del prodotto. Quattro gli ingredienti base della Piadina Romagnola: farina di grano tenero; acqua (quanto basta per ottenere un impasto omogeneo); sale (pari o inferiore a 25 grammi); Grassi (strutto, e/o olio di oliva e/o olio di oliva extravergine fino a 250 grammi).

Il disciplinare contempla anche materie prime opzionali come gli agenti lievitanti (carbonato acido di sodio, difosfato disodico, amido di mais o frumento, fino a 20 grammi), con il divieto assoluto di aggiungere conservanti, aromi e/o altri additivi. Dopo l’impasto e la porzionatura in pani o palline, il passo successivo è la laminatura attraverso matterello manuale oppure laminatrice meccanica. Infine, la cottura su un piano cottura che varia da 200 a 250°C con un massimo di 4 minuti.

Per potersi fregiare dell’Igp la piadina deve essere confezionata nelle sole zone di produzione stabilite. Il Disciplinare presenta la piadina al consumo in due tipologie: quella con un diametro minore (15-25 centimetri) ma più spessa (4-8 millimetri), e alla Riminese con un diametro maggiore (23-30 centimetri) e più sottile (fino a 3 millimetri).

"Il riconoscimento del marchio Igp per la piadina romagnola e la salama da sugo ferrarese è una vittoria dell'artigianato alimentare, che premia l'impegno delle imprese e di Cna nel rendere le nostre eccellenze più tutelabili ed esportabili". È il commento di Catia Guerrini, Presidente Cna Alimentare. Salgono così a 41 i prodotti dop e igp dell'Emilia Romagna che così consolida il suo primato italiano ed europeo e si conferma come il territorio con il più alto numero di produzioni agroalimentari a qualità certificata. La salama da sugo e la piadina romagnola sono gli ultimi due prodotti ad avere ottenuto il riconoscimento della Commissione Europea. "Questi prodotti hanno subìto troppi tentativi di imitazione - prosegue Cna - oggi finalmente esiste uno strumento normativo per intervenire". D'ora in poi infatti si potranno sanzionare le produzioni che non rispettano il disciplinare, una garanzia sia per i produttori che per i consumatori.

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