Martedì, 18 Maggio 2021
Economia

Riaprono gli agriturismi, Cia: “Rivedere l'orario serale, penalizza fortemente le strutture"

È un settore che in regione offre servizi legati all'ospitalità e alla ristorazione, conta 36 mila di posti a tavola e 10 mila posti letto creando occupazione a 6mila addetti

Si riaprono finalmente le porte degli agriturismi italiani. Dopo mesi di fermo totale e perdite ingenti dall’inizio della pandemia, da lunedì 26 aprile, con il ritorno delle zone gialle, si potrà tornare a tavola all’aperto nelle aziende ricettive agricole. Ma le limitazioni sugli orari serali potrebbero pregiudicare la piena ripartenza del settore. Questa è la preoccupazione espressa da Turismo Verde Emilia Romagna, l’associazione agrituristica di Cia -Agricoltori Italiani.

Le riaperture decise dal governo con il nuovo Decreto Covid rappresentano l’inizio della ripresa per i 1200 agriturismi emiliano romagnoli che creano occupazione a circa 6000 addetti in tutta la regione.

“Purtroppo le scelte sull’orario serale penalizzano fortemente le strutture agrituristiche- lamenta Massimo Bottura, presidente di Turismo Verde Emilia Romagna - visto che la distanza dalle aree urbane e metropolitane rende quasi impossibile la cena e il ritorno a casa entro le ore 22. Ecco perché, se la curva dei contagi proseguirà la sua discesa, anche grazie al buon andamento della campagna vaccinale, chiederemo alle istituzioni di prevedere già a metà maggio un allungamento degli orari di apertura serali.
La situazione in cui versano gli agriturismi è difficile. “È uno dei comparti più colpiti dagli effetti del Covid - ricorda il presidente regionale Cristiano Fini - nonostante si tratti di strutture in campagna, spesso in località isolate, con ampi spazi all’aperto per la ristorazione, in cui si può garantire facilmente il distanziamento adeguato tra clienti. Per questo, ora il settore deve poter ricominciare a lavorare appieno, in vista dell’estate e di un rilancio del turismo, anche rurale. Gli agriturismi devono poter tornare ad appropriarsi del proprio ruolo, quello di leva economica e sociale per la ripartenza delle aree interne del Paese”.

Gli agriturismi emiliano romagnoli offrono servizi legati all'ospitalità e alla ristorazione ed è un settore che conta 36 mila di posti a tavola e 10 mila posti letto, oltre a disporre complessivamente di 407 piazzole in agri-campeggio. Un comparto che consentirebbe la possibilità di somministrare fino a circa 4,5 milioni pasti l’anno. “Nel 2019, in periodo pre -pandemia, l’agriturismo ha avuto in Emilia Romagna 150.000 persone che hanno pernottato per un totale complessivo di 450.000 notti passate negli agriturismi – conclude Bottura - e auspichiamo di tornare alla normalità per rivedere ospiti nelle nostre strutture”.

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