Regione plastic free e fondi alle imprese, Confesercenti incontra Lia Montalti

Nel corso dell’incontro si è parlato del progetto Plastic Free e dei bandi regionali in favore delle imprese del commercio

Confronto positivo tra Confesercenti Cesenate e la consigliera regionale Lia Montalti su due temi importanti che impegneranno la regione Emilia-Romagna per i prossimi mesi e che coinvolgerà anche il mondo del commercio e quello dei pubblici esercizi.
Confesercenti ha aperto un dialogo per capire in quale direzione andrà la Regione in merito al progetto per diminuire l’uso della plastica monouso: in una recente dichiarazione, infatti, il presidente Stefano Bonaccini ha dichiarato che vorrebbe far diventare l’Emilia-Romagna la prima regione “plastic free” d’Italia.

"Le azioni che la Regione intende mettere in campo - sottolinea Confesercenti - riguarderanno inizialmente il campo della pubblica amministrazione, compresi ospedali e mense, e poi toccheranno l’ambito degli eventi e dei pubblici esercizi: si pensa a misure dirette a favorire una economia circolare della produzione e utilizzo della plastica che privilegi prodotti riutilizzabili. Tutto in sinergia con gli enti locali, per agevolare un passaggio che non deve creare difficoltà ma, al contrario, possa generare un risparmio e buone pratiche: l’intenzione è quella di creare un percorso graduale che non venga vissuto dalle imprese come una imposizione ma in maniera positiva". E in Emilia-Romagna già alcuni comuni della costa stanno sperimentando, tramite ordinanze balneari, misure per favorire l’ecosostenibiltà, a dimostrazione del fatto che la sensibilità verso questa tema c’è, è già diffusa, e trova terreno fertile. Fondamentale sarà da parte della Regione il sostegno alle imprese e ai settori economici che investono nell’abbandono della plastica e nell’uso di materiali alternativi nell’ottica della green economy.

“I nostri operatori sono già abbastanza preparati ma vanno accompagnati – dichiara il direttore della Confesercenti Cesenate, Graziano Gozi - Come Confesercenti pensiamo di sostenere il progetto con una campagna di sensibilizzazione: bene la scadenza del 2021 ma occorre educare e coinvolgere gli operatori, sfatare il mito del costo dei prodotti ecosostenibili. Per esempio, al Festival del Cibo di Strada è già da diversi anni che utilizziamo esclusivamente materiali compostabili o biodegradabili. D’altro canto la Regione non deve intervenire con divieti che causerebbero solo difficoltà, soprattutto a chi non è ancora nelle condizioni di affrontare questo cambiamento”.

Altro argomento sul tavolo i bandi regionali per erogare fondi alle imprese: qualcosa è stato fatto nei mesi scorsi, in particolare con il bando per l’innovazione e la digitalizzazione, ma ci si aspetta che l’accesso ai fondi diventi più semplice e che vengano rivisti i requisiti di accesso per permettere più agevolmente agli esercizi di vicinato di usufruirne. In questo senso, Confesercenti "apprezza le modifiche alla legge regionale 41, grazie alla quale si potranno concedere contributi direttamente agli operatori commerciali con l’obiettivo di promuovere la qualificazione e la competitività degli esercizi tradizionali. Si tratta delle piccole e medie imprese fino a 40 addetti che esercitano attività di vendita negli esercizi di vicinato (quelli con una superfice fino a 150 metri quadrati nei Comuni fino a 10.000 abitanti e fino a 250 metri quadrati negli altri Comuni) e le attività di somministrazione di alimenti e bevande. Il bando che metterà a disposizione 4 milioni di euro, 2 di risorse Por-Fesr e 2 dai fondi regionali previsti dalla stessa legge 41/97. Nel bando si intende proporre anche una specifica premialità per incentivare gli esercizi commerciali che sono in affitto visto che, soprattutto nei centri storici, gli alti costi finiscono, di fatto, per limitare le possibilità di investimento sulla qualificazione dei punti vendita"-

“Confesercenti, dal punto di vista operativo - aggiunge Graziano Gozi - ha chiesto alla consigliera Montalti di adoperarsi per evitare l’ennesimo “click day” che non aiuta le piccole imprese a partecipare alle opportunità dei bandi. L’opzione preferita sarebbe il rispristino del modello ‘Associazioni temporanee d’Impresa’ per favorire l’aggregazione delle piccole aziende e l’investimento coordinato in azioni di abbellimento e modernizzazione della propria attività commerciale”.

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