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Rapporto Uil sulla cassa integrazione: "Persiste una grave crisi occupazionale"

E' quanto afferma dati alla mano Marcello Borghetti, segretario Cst Uil Cesena

"Il rapporto Uil di marzo sulla cassa integrazione evidenzia la persistenza della grave crisi occupazionale". E' quanto afferma dati alla mano Marcello Borghetti, segretario Cst Uil Cesena, che osserva: "Nella Provincia di Forlì Cesena, se analizziamo i dati del primo trimestre 2015, abbiamo 1.152.550 ore contro 1.060.305 ore nel primo trimestre 2016, con una diminuzione dell’8%. Mentre se esaminiamo gli scostamenti mensili registriamo 285.085 ore autorizzate lo scorso febbraio e 385.649 ore a marzo, con un aumento del 35%. Da precisare che i dati Inps elaborati, sono condizionati da alcune variabili, ciò non impedisce tuttavia alcune valutazioni".

"Le oscillazioni di questi valori, testimoniano che la debolissima ripresa economica è molto fragile e in generale priva di elementi strutturali che garantiscano un trend di crescita costante - afferma Borghetti -. Le minori ore di cassa integrazione solo marginalmente diventano nuova occupazione, piuttosto segnalano licenziamenti. Sulla leggera ripresa occupazionale di cui tanto il Governo parla, ha influito il grande quantitativo di sgravi contributivi previsti nel 2015 per le nuove assunzioni, sgravi ridimensionati fortemente dal 2016, con la possibilità che questa debole propensione all’assunzione si interrompa. La scelta del Governo di ridimensionare e restringere l’accesso agli ammortizzatori sociali, rischia inoltre, solo nella nostra Provincia, di mettere in ulteriore grave difficoltà migliaia di imprese con nuovi licenziamenti. Gravissimo e inconcepibile, il ritardo di molti mesi nella corresponsione dei compensi ai lavoratori cassintegrati".

"Ricordiamo che stiamo parlando di operaie e operai che prendono circa 700 euro mensili - chiosa il segretario della Cst Uil Cesena -. Nello stesso tempo si assiste ad una esplosione nell’utilizzo dei Voucher, oltre 1.300.000 ore nel 2015 solo nella nostra Provincia, con grave danno in particolare per giovani e donne. Un fatto che testimonia il dilagare di questa forma di precariato estremo, che sta cannibalizzando i pochissimo posti di lavoro che si creano. Da segnalare poi che nel nuovo codice degli appalti, contrariamente alle premesse, resta il massimo ribasso e sono saltate le norme sulla tutela del posto di lavoro nel cambio di impresa appaltatrice. Vorremmo tutti essere ottimisti, ma si rischia di vedere attuato un disegno di società dove la precarizzazione selvaggia, pare essere l’unico strumento economico per creare posti di lavoro, con uno slogan nefasto, per cui una riforma è buona purché crei un posto di lavoro, della cui qualità poco curarsi".

"Ribadiamo che per spingere l’acceleratore su sviluppo e buona occupazione, occorrono interventi a favore dell’economia reale. Da questo punto di vista le scelte nel documento di economia e finanza 2016, sono inadeguate - conclude Borghetti -. Occorrono forti misure di alleggerimento fiscale per favorire i consumi di lavoratori e pensionati, la rivalutazione delle pensioni, i rinnovi contrattuali, investimenti pubblici e privati e la riforma della legge Fornero, che attua un grave danno per coloro che sono in aspettativa di pensione tanto più per attività usuranti, impedendo l’inserimento di nuovi occupati. Il governo dia un buon esempio è convochi le parti sociali per accordare impegni precisi e tempi certi".

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