"Quoziente Cesena", il punto della situazione a due anni dal via

Nel Comune di Cesena ormai tutti i servizi che prevedono una partecipazione alla spesa, nell’ambito della pubblica istruzione, del trasporto scolastico e dei servizi sociali passano dalla presentazione della dichiarazione Isee

Nel Comune di Cesena ormai tutti i servizi che prevedono una partecipazione alla spesa, nell’ambito della pubblica istruzione, del trasporto scolastico e dei servizi sociali passano dalla  presentazione della dichiarazione Isee (indicatore della situazione economica equivalente). Si declina così l’applicazione del cosiddetto ‘quoziente Cesena’, varato dall’Amministrazione comunale all’inizio del 2011 con l’obiettivo di garantire una maggiore equità nella determinazione di rette, tariffe, accesso a contributi. Una scelta caldeggiata anche dal Consiglio comunale che, nel gennaio 2011, approvò un ordine del giorno per sollecitare il più largo utilizzo dell’ISEE, al fine di “estendere l’applicazione dell’ISEE, con la sua lettura rispettosa delle caratteristiche più proprie di Cesena, in tutti gli ambiti di partecipazione alla spesa per i servizi che l’Amministrazione Comunale rende disponibili ai cittadini ed alle famiglie, quale strumento di equità”.

A poco più di due anni dall’avvio di questo percorso il Sindaco Paolo Lucchi fa il punto della situazione, inviando ai capigruppo consiliari un resoconto sulle azioni messe in campo dalla Giunta per dare seguito a quell’indirizzo del Consiglio Comunale.

“Su questo tema – sottolinea il Sindaco - abbiamo lavorato con grande impegno, nella convinzione che l’aggravarsi della situazione economica e sociale imponga il massimo sforzo per continuare a garantire servizi fondamentali per i cittadini e, insieme, per applicare tariffe il più possibile corrispondenti alle reali capacità contributive di ogni singola famiglia. Per andare in questa direzione ci siamo mossi su tre fronti. Da un lato, la rimodulazione delle tariffe di vari servizi comunali, prevedendo più scaglioni di reddito ISEE e incrociandoli con le caratteristiche della famiglia (composizione, numero di figli, ecc). Tutto questo per definire importi più aderenti alle reali condizioni economiche e familiari degli utenti, dal momento che l’ISEE  risulta uno strumento che permette di misurare la condizione economica delle famiglie tenendo conto sia del reddito, sia del patrimonio (mobiliare e immobiliare), sia delle caratteristiche di un nucleo familiare. Proprio sulla base di questa considerazione abbiamo esteso l’applicazione dell’ISEE a tutti gli ambiti di partecipazione alla spesa per i servizi legati alla pubblica istruzione, ai servizi sociali, al trasporto, quale strumento di maggiore equità. Infine ci siamo mossi sul fronte della verifica delle dichiarazioni: sono state intensificate le attività di controllo per combattere l’evasione e l’elusione, anche grazie alla convenzione siglata con la Guardia di Finanza”.
 
A oggi sono 22 i servizi del Comune di Cesena che  utilizzano la dichiarazione ISEE come parametro di accesso o come indicatore: 13 riguardano l’area della Pubblica Istruzione e 9 i servizi sociali.
Entrando nel dettaglio, il settore Pubblica Istruzione utilizza l’Isee per stilare la graduatoria di ammissione nidi d’infanzia (compresa  l’assegnazione dei voucher) e quella per le scuole dell’infanzia; per calcolare le rette nei nidi (comunali e convenzionati) e nelle scuole per l’infanzia (sia comunali che statali), le quote per i centri estivi e l’importo dell’abbonamento per il trasporto scolastico; per assegnare i contributi per la frequenza dei centri estivi, quelli alle famiglie per trasporto,  mensa, pre e post-scuola per le scuole dell’obbligo, quelli per il trasporto per le scuole secondarie di II° grado con istituti fuori comune, la fornitura gratuita o semigratuita di libri di testo scuole secondarie.
 
I Servizi Sociali ricorrono all’Isee come fattore esclusivo per il Fondo solidarietà ERP, la concessione dei contributi messi a disposizione della legge regionale 29/97 per l’abbattimento barriere architettoniche, delle agevolazioni tariffarie, per i controlli sui nuovi assegnatari di alloggi sia per il calcolo annuale delle quote di affitto degli assegnatari alloggi ERP. Inoltre l’Isee viene considerato come fattore non esclusivo per l’assegnazione delle Borse lavoro, dei contributi anticrisi, quelli concessi  per anziani in case protette e centri diurni e per l’assistenza domiciliare agli anziani
 
Nel 2012 sono stati poco più di 7500 i cesenati che, attraverso questo sistema, si sono visti riconoscere il diritto di accedere a contributi o a tariffe agevolate.
 
L’ampliamento dei ricorso all’Isee è stato accompagnato da una rimodulazione dei parametri, in modo da definire – specialmente per quanto riguarda rette e tariffe – quote ‘personalizzate’, più aderenti alle reali capacità di spesa delle famiglie.

L’applicazione di questo nuovo metodo è stata sperimentata inizialmente con la revisione delle rette nei nidi d’infanzia comunali, con il passaggio dalle precedenti 5 fasce Isee (che risultavano troppo ‘ingessate’ e determinavano squilibri, soprattutto nelle fasce più basse) all’attuale  formula, che prevede sempre il ricorso agli scaglioni di reddito, ma ha introdotto specifici moltiplicatori per ogni fascia, in modo che la differenza di contribuzione delle famiglie sia progressiva e proporzionata alle loro condizioni economiche.

Questa impostazione  ha permesso di far scendere la quota a carico delle fasce più basse: ad esempio, la retta minima è passata da 157 a 90 euro. Ciò contribuisce anche a far diminuire anche il numero delle famiglie che, non riuscendo a far fronte a questa spesa, si rivolgono ai Servizi Sociali per un contributo.

Un altro accorgimento che favorisce una maggiore equità è l’introduzione, avvenuta nel settembre 2012, della cosiddetta “ISEE Integrata” per determinare le rette dei nidi, delle scuole dell’infanzia ed altri servizi per l’infanzia comunali. Il nuovo sistema consiste nell’integrare l’ISEE di  famiglie monogenitoriali (sia in caso di di genitori sposati o non sposati con residenze anagrafiche diverse, sia in caso di genitori separati legalmente o divorziati appartenenti a nuclei familiari diversi) con l’ISEE dell’altro genitore.

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Anche per il trasporto scolastico, l’introduzione dei parametri Isee è stata una piccola rivoluzione: prima, infatti, c’era una tariffa uguale per tutti, scontata proporzionalmente al numero dei figli e gratuita solo per il quarto figlio; oggi, invece, il sistema di calcolo è basato su cinque fasce di reddito ISEE, con gratuità a partire dal terzo figlio.
Per quanto riguarda il fronte delle verifiche, fin dal 2011 è stata avviata una stretta collaborazione con la Guardia di Finanza a cui vengono consegnate tutte le dichiarazioni Isee relative ai servizi della pubblica istruzione, servizi sociali, trasporto scolastico. L’esperienza finora maturata ha dato risultati significativi. In particolare, tra il 2011 e i primi mesi del 2012 sono state consegnate alla Guardia di Finanza tutte le dichiarazioni Isee (oltre un migliaio) presentate per la richiesta di contributi comunali a famiglie numerose per l'anno 2010-2011 (107), per la determinazione rette scolastiche (975), per le agevolazioni previste dall'applicazione della legge di diritto allo studio scuole elementari e medie (237), per le riduzioni sul costo del trasporto scolastico (900). A queste si aggiungono 98 dichiarazioni Isee di assegnatari erp, consegnati da ACER nell'ambito di un programma - attualmente in corso - di controllo delle posizioni di tutti gli assegnatari ERP.
Sulla base dei controlli effettuati dalla GdF, a maggio 2012, erano circa 80 le segnalazioni di ISEE mendaci (circa il 3,6%).

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