"Quelli del sì": le piccole imprese si mobilitano e chiedono politiche di sviluppo

"Confartigianato - prosegue il Gruppo di presidenza - non è né filogovernativa, né antigovernativa. Il nostro partito sono le imprese"

Imprenditori artigiani mobilitati, con lo slogan "quelli del sì", nei panni non dei protestatari, ma degli stimolatori di politiche di sviluppo. E' lo spirito della singolare manifestazione promossa da Confartigianato, che si terrà giovedì al Mi.Co di Milano al quale parteciperà anche una folta rappresentanza di imprenditori cesenati che si sposteranno in pullman alla giornata di mobilitazione guidati dal Gruppo di presidenza formato da Stefano Ruffilli, Marcello Grassi e Lorena Fantozzi e dal segretario Stefano Bernacci.

"Le piccole imprese si mobilitano "per" e non contro - spiega così 'il senso della manifestazione il Gruppo di presidenza -: per dire sì allo sviluppo dell’Italia e, di riflesso, dei nostri territori locali. E' nel dna di chi guida le imprese tirarsi su le maniche, lavorare, progettare, essere propositivo e ottimista, non disfattista, altrimenti dovrebbe cambiare mestiere. Nel mirino della nostra iniziativa non c'è la critica al governo, ma l'obiettivo della crescita. Siamo ‘Quelli del sì’ che vogliono mandare avanti l’Italia in Europa e nel mondo, siamo quelli che, dopo gli immani sforzi per uscire dalla crisi, vogliono continuare a produrre ‘valore artigiano’ e a rimanere nel gruppo di testa delle imprese competitive europee. La manifestazione è organizzata da Confartigianato per dire al Governo e alle istituzioni che il futuro non si ferma, che indietro non si torna, che bisogna ascoltare la voce delle imprese e servono politiche a sostegno del mondo produttivo rappresentato per il 98% da artigiani, micro e piccoli imprenditori. Perché lo sviluppo delle imprese è lo sviluppo del Paese".

"Confartigianato - prosegue il Gruppo di presidenza - non è né filogovernativa, né antigovernativa. Il nostro partito sono le imprese, il nostro modo di operare è sempre propositivo e collaborativo con
incitamenti e suggerimenti per realizzare le condizioni per lo sviluppo, come si conviene a un corpo intermedio che ha la responsabilità di rappresentare chi produce sviluppo e lavoro in una società sempre più liquida e frammentata dove è ancor più necessaria un'opera di intermediazione incisiva e innovativa, non meramente rivendicativa. Chiediamo investimenti nelle infrastrutture materiali e immateriali indispensabili per far muovere il Paese. Sì, quindi, a efficaci collegamenti nazionali e internazionali, alle grandi opere strategiche per far viaggiare le persone e le merci. Sì a reti e connessioni per il trasferimento dei dati e della conoscenza. Sì anche ad una pubblica amministrazione che funzioni e sia attenta alle esigenze dei cittadini. Sì ad un mercato del lavoro che valorizzi il merito e le competenze incrociando le necessità competitive delle imprese. Sì ad una giustizia civile rapida ed efficiente. Sì all’Europa con l’euro moneta comune".

"Questo atteggiamento del sì è lo stesso che adottiamo a livello di rappresentanza locale - rimarca ancora il Gruppo di Presidenza - dove alle amministrazioni chiediamo interventi per promuovere lo sviluppo delle imprese che si riflette a cascata sullo sviluppo del territorio. Come Confartigianato di Romagna abbiamo proposto ai sindaci e al presidente della Regione un patto di comunità per rilanciare lo sviluppo nell'area romagnola non in una logica di differenziazione, ma di integrazione dentro la Regione, valorizzando negli asset strategici della crescita le specificità di uno dei territori più avanzati e competitivi a livello europeo, a cominciare dalla dotazione di adeguate infrastrutture materiali e immateriali".

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