Proliferano circoli e agriturismi: i ristoratori chiedono più controlli per contrastare la concorrenza sleale

I numeri sono rilevanti: 79 agriturismi e oltre 130 circoli nel cesenate

È stata presentata a Savignano sul Rubicone la ricerca sul settore dei pubblici esercizi (bar e ristoranti) e la concorrenza che questi subiscono per la proliferazione di circoli e agriturismi. All’introduzione del presidente della Confesercenti del Rubicone, Daniele Farina, ha fatto seguito l’illustrazione dell’indagine da parte del responsabile della zona, Davide Ricci. I numeri sono rilevanti: 79 agriturismi e oltre 130 circoli nel cesenate. Confesercenti chiede "il rispetto delle regole e sostiene che in molti casi i locali siano veri e propri pubblici esercizi (bar e ristoranti) camuffati da circoli e agriturismi per pagare meno tasse e contributi". "È bene ricordare che i circoli si differenziano dai pubblici esercizi per due elementi in particolare - afferma Farina -. Non si costituiscono in forma di impresa commerciale e l’accesso ai locali non è libero a chiunque ma è subordinato al possesso della tessera di socio. L’attività di somministrazione per essere definita non commerciale deve avvenire a determinate condizioni: deve essere strettamente complementare alle attività svolte in diretta attuazione degli scopi istituzionali; per il suo svolgimento è vietato avvalersi di qualsiasi strumento pubblicitario o comunque di diffusione di informazioni a soggetti terzi, diversi dagli associati.

Confesercenti, nell’indagine, ha dimostrato che "tali norme vengono aggirate o completamente evase". "I principali effetti negativi legati alla concorrenza da parte delle attività non regolari riguardano la perdita di fatturato pari al 14% per chi lavora nel rispetto delle regole, che danneggia non solo le imprese che operano nella legalità, ma anche lo Stato, causando un danno erariale di 11,5 miliardi di euro in mancato gettito fiscale e contributivo", sottolinea Farina. Viene evidenziato dall'associazione che "l’agriturismo, invece, come attività connessa, deve servire allo sviluppo di quella agricola principale al fine di massimizzarne il risultato e quindi integrare il reddito. Insomma, il primo requisito è quello di essere agricoltori a tutti gli effetti". Circa la presenza di piscine o impianti sportivi nelle strutture, viene ricordato "che si tratta di attività complementare ovvero che non presentano una connessione con l'attività agricola, ma serve da intrattenimento per il tempo libero degli ospiti. Questo tipo di attività deve essere rivolta esclusivamente agli ospiti dell’azienda e non possono dare luogo a ricavi autonomi". Anche in questo caso Confesercenti ha dimostrato diversi casi di attività promozionali con agriturismi che violano le normative.

L’Associazione ha precisato che "le regole vanno fatte rispettare altrimenti si falsa il mercato e la competizione fra imprese non è alla pari. Il fenomeno della concorrenza sleale deve essere adeguatamente contrastato. Tale pratica, da chiunque posta in essere, rappresenta una vera e propria piaga da combattere, in grado di danneggiare il tessuto produttivo sano che, quotidianamente, si sforza di ottemperare ai numerosi adempimenti che la Legge prevede". Il direttore della Confesercenti Cesenate Graziano Gozi, nelle conclusioni, ha affermato che "circolo o agriturismo lo devono essere per davvero, altrimenti sono bar e ristoranti ed in questo caso devono essere soggetti alle regole dei pubblici esercizi, con relativi oneri fiscali, contrattuali e previdenziali".

L’indagine Confesercenti fa riferimento ad una popolazione di 100 imprese del settore Pubblici Esercizi del Territorio Cesenate. Un campione largamente rappresentativo della realtà produttiva di riferimento, individuato sulla base di criteri omogenei per tipologia e zona territoriale, nonché per dimensione aziendale. L'attività di rilevazione è stata effettuata mediante intervista
telefonica. Le 100 Imprese associate alla Confesercenti Cesenate, appartenenti al settore Pubblici Esercizi, si dividono per tipologia di attività: 40 ristoranti, 40 bar, 20 alberghi. E' emerso che il campione intervistato ritiene poco efficace le norme e i controlli vigenti per reprimere l’abusivismo/concorrenza sleale e per il 64% questo è anche un ostacolo all’economia locale. Il 73% ha dichiarato l’abusivismo/concorrenza sleale come una problematica in crescita e per il 64% è un ostacolo all’economia locale.

"Oltre alla questione degli agriturismi e dei circoli non corretti, nel settore dei pubblici esercizi emergono problematiche nuove come gli home restaurant e nel campo dell’economia sommersa vanno segnalate le attività di palestre che agiscono come circoli, i venditori ambulanti di fiori privi di autorizzazioni specifiche, i mercatini degli hobbisti e del riuso che sono diventate le attività principali di molti e le numerose attività di affittacamere che sotto il valore dell’ospitalità fanno concorrenza ai regolari alberghi - viene rimarcato -. Sempre nel settore dell’agricoltura vanno segnalati i mercati degli agricoltori (farmer's market) che sono diventati veri e propri mercati ambulanti di prodotti alimentari con poca trasparenza nei confronti dei consumatori che credono di acquistare merce dal produttore al consumatore". Presenti alla presentazione Filippo Giovannini, sindaco di Savignano sul Rubicone e presidente dell’Unione dei Comuni Rubicone-Mare e Paolo Lucchi, Sindaco di Cesena e presidente dell’Unione dei Comuni Cesena-Valle del Savio che si sono impegnati a garantire maggiori e più efficaci controlli.

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