Economia

Stop al progetto Orte-Mestre, l'amarezza di Confartigianato: "Danno per le imprese"

"Una riflessione mirata merita, infine, la vicenda E55 - osserva Bernacci -. Fin da subito Confartigianato ha evidenziato come per le comunità della montagna il rinvio della realizzazione aprisse un ulteriore problema di prospettiva legato alla sicurezza dei collegamenti ed alle correlate dinamiche sociali ed economiche

"Il mancato inserimento del progetto di E55 Mestre-Orte fra quelli prioritari e quindi finanziabili dal Cipe pone indiscutibili problemi al piano infrastrutturale e alle dinamiche di sviluppo del nostro territorio". E' l'opinione di Stefano Bernacci, segretario Confartigianato Federimpresa Cesena, che aggiunge: "dopo aver fatto marcia indietro anche sull'ipotesi di via Emilia Bis e con un sistema di viabilità provinciale che sotto il combinato disposto dei fenomeni di dissesto idrogeologico e della mancanza di risorse e di ruolo dell'Ente provincia sconta ogni giorno che passa crescenti criticità, occorre riflettere seriamente su quale politica di infrastrutture viarie questo territorio è in grado e ha la volontà e di perseguire".

"Non ci piove che la decisione del Cipe rappresenta oggi una sconfitta anche per il nostro territorio ed ognuno può sbizzarrirsi nel gioco delle attribuzione delle responsabilità, ma noi non vogliamo entrare nelle logiche politiche che, pur in realtà abbastanza contenute, hanno contraddistinto le reazioni alla notizia del depennamento della E55 - osserva Bernacci -. Ci piacerebbe ricordare che al di la dei governi in carica e delle maggioranze che governano le amministrazioni locali i successi e le sconfitte non sono quasi mai il frutto di un lavoro isolato ma della capacità (o incapacità) di un territorio nel suo complesso di fare squadra verso un obiettivo. Inoltre troppo spesso l'eccesso di protagonismo spinge qualcuno ad intestarsi meriti che non del tutto gli spettano ma ciò non deve distogliere dalla realtà dei fatti".

Ricorda il segretario dell'associazione di categoria: "Nel 2009 con il Governo Berlusconi ed il ministro Matteoli fu l'azione combinata di parlamentari di entrambi gli schieramenti e delle amministrazioni locali (ovviamente non soltanto del cesenate) a consentire il riconoscimento della strategicità del progetto E55. Viviamo oggi una condizione di maggiore debolezza prospettica rispetto al recente passato dalla quale possiamo uscire soltanto lavorando insieme, istituzioni e società, con iniziative, progetti e risorse appropriate. Le infrastrutture non soltanto viarie ma anche ad esempio digitali rappresentano fattori strategici per la nostra competitività rispetto alle quali dedicare ogni energia in un ambito di coesione fra tutti gli attori, avendo la consapevolezza che quasi mai i risultati sono nella disponibilità esclusiva delle comunità locali".

"Una riflessione mirata merita, infine, la vicenda E55 - conclude Bernacci -. Fin da subito Confartigianato ha evidenziato come per le comunità della montagna il rinvio della realizzazione aprisse un ulteriore problema di prospettiva legato alla sicurezza dei collegamenti ed alle correlate dinamiche sociali ed economiche. Bene ha fatto il sindaco di Bagno di Romagna Baccini ad evidenziare questi aspetti. Abitare e lavorare in collina e montagna rappresenta un extra costo rispetto ad altre parti del territorio. In mancanza di una soluzione immediata, almeno per quel che concerna una manutenzione seria ed adeguata dell'attuale E45, rischiamo di creare ulteriori disagi per coloro che non si arrendono di fronte alla prospettiva di abbandonare questi territori. Se per Confartigianato il rinvio della ipotesi di una nuova viabilità rappresenta un freno alle opportunità di sviluppo economico della nostra Provincia, per le comunità locali si aggiunge l'aggravio di un progressivo allontanamento dalla pianura e da condizioni di vita più decorose e sicure. Questo è necessario e doveroso non dimenticarlo".

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