Lavoro, le imprese prevedono la perdita di altri posti

Le previsioni Excelsior indicano 7.120 assunzioni e 7.440 uscite. Il 79,9% delle assunzioni risultano rivolte a personale dipendente (5.690 unità stagionali e non stagionali)

Il Sistema informativo Excelsior - realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro per monitorare le previsioni occupazionali delle imprese dell’industria e dei servizi – ha diffuso i dati 2013 sull’andamento del mercato del lavoro, relativamente ai fabbisogni occupazionali delle imprese italiane, suddivisi per categoria professionale, tipo di qualifica, titolo di studio, tipologia contrattuale, territorio e dimensione aziendale. Le interviste alle oltre 94 mila imprese oggetto dell’indagine sono state effettuate tra il 28 gennaio e il 23 maggio di quest’anno.

Dall’esame dei dati previsionali emerge chiaramente come la crisi economica stia colpendo duramente il nostro Paese anche in questi mesi del 2013. A fronte di un saldo negativo tra entrate e uscite previste, pari a circa 250 mila unità, una parte del sistema produttivo nazionale presume di assumere circa 750 mila unità. Si tratta di una quota pari al 13,2% di tutte le imprese italiane dell’industria e dei servizi con dipendenti e di grande dimensione; va poi sottolineato che la propensione ad assumere aumenta in quelle aziende che sono orientate all’export e all’innovazione di prodotto.

Con riferimento alla provincia di Forlì-Cesena le previsioni Excelsior indicano 7.120 assunzioni e 7.440 uscite. Il 79,9% delle assunzioni risultano rivolte a personale dipendente (5.690 unità stagionali e non stagionali), valore superiore alla media regionale (76,1%) e nazionale (75,2%); il 10,4% delle entrate previste riguarda contratti interinali, il 5,6% collaborazioni con contratto a progetto e il 4,1% “altri lavoratori non alle dipendenze”.

Sempre con riferimento alla provincia di Forlì-Cesena, i movimenti previsti per la quota di lavoratori dipendenti riportano un tasso di entrata del 6,1%, un tasso di uscita del 7,9% e un saldo negativo atteso pari a -1,9%, valore peggiore di quello regionale (-1,6%), ma migliore della previsione nazionale (-2,2%).

Nella graduatoria nazionale decrescente per saldo percentuale tra entrate e uscite previste, la nostra provincia si posiziona al 36° posto su 105 posizioni (con un valore, lo si ricorda, pari a -1,9%); Piacenza è la provincia della regione che presenta il saldo migliore (-0,9%), mentre Ravenna risulta quella con il saldo peggiore (-2,7%).

Rispetto alle 5.690 entrate di lavoratori dipendenti, le assunzioni “non stagionali” saranno circa 3.120, di queste il 10,7% è relativo a figure professionali considerate dalle imprese di difficile reperimento, solo il 23,5% riguarderà lavoratori con età fino a 29 anni, il 67,9% avrà necessità di ulteriore formazione.

“I dati non sono particolarmente positivi – dichiara Alberto Zambianchi, Presidente della Camera di Commercio di Forlì-Cesena - ma la presenza di imprenditori che, nonostante le difficoltà, scommettono sulla loro impresa e prevedono nuove assunzioni fa capire che il sistema è vitale. Per ricreare l’occupazione perduta è indispensabile ripartire dalle imprese. Ma le imprese possono creare lavoro se riescono a crescere, a sviluppare nuovi prodotti e servizi e ad allargare il proprio mercato. Proprio a questi obiettivi sono dirette le azioni della Camera mirate a supportare il tessuto imprenditoriale sostenendo il credito, l’internazionalizzazione e l’innovazione”.

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Continua Zambianchi: “I cambiamenti possibili rispetto a tale situazione difficilmente saranno sufficienti nel breve periodo a rispondere a queste dinamiche e a ridurre le conseguenti tensioni. E’ necessaria una radicale rivalutazione del lavoro, della formazione e delle capacità, delle pensioni e del tempo libero: siamo ancora ad auspicare una riforma generale e strutturata e in questo scenario sono determinanti il ruolo della formazione professionale e lo sviluppo delle competenze che devono essere considerati un percorso da svolgere durante tutto l'arco della vita, iniziando dalla scolarizzazione e proseguendo con l'aggiornamento continuo sul posto di lavoro.”

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