"Possibile l'espulsione in blocco di Unindustria Forlì-Cesena dal sistema Confindustria"

La "fronda" degli ex espulsi porge quindi la mano e chiede un dialogo: "Le questioni si potevano e si possono tranquillamente risolvere bonariamente"

Dopo il pasticcio di due assemblee degli industriali con esiti diametralmente opposti e il caso portato davanti a tre tribunali, il caos in Unindustria Forlì-Cesena approderà ora nelle più alte sfere di Confindustria. Il presidente riconosciuto dai "dissidenti" Stefano Minghetti ha preparato infatti una lettera che sarà spedita ai 100 membri del consiglio nazionale, a tutti i direttori e presidenti delle associazioni territoriali d’Italia ed agli organi di informazione nazionali.

La lettera fa riferimento ad una relazione della vice-presidente nazionale di Confindustria Antonella Mansi in cui - a detta della "fronda" - sarebbe stata paventata la possibile espulsione in blocco di tutta l'associazione industriali locale, Unindustria Forlì-Cesena, dal sistema di Confindustria. "Sarebbe una prima assoluta nella storia dei 108 di Confindustria", spiega nella sua lettera Minghetti, che poi ripercorre tutta la vicenda. "Il sistema si sta rendendo ridicolo e stanno arrivando le dimissioni anche di grandi imprese come Ferretti Yacht, che era già nota, Alpi, Ospedali Privati, Formificio Romagnolo e Bonfiglioli, tutte imprese da oltre 400 dipendenti finora molto legate al territorio", commenta Minghetti. 

La "fronda" degli ex espulsi porge quindi la mano e chiede un dialogo: "Le questioni si potevano e si possono tranquillamente risolvere bonariamente, come si è sempre fatto in 108 anni di storia di Confindustria e per questo noi siamo pronti".

Intanto, gli organi locali di Unindustria esautorati dal commissariamento continuano la loro attività. Un paio di settimane fa con una delibera i Probiviri locali hanno giudicato nulli gli atti di espulsione di Stefano Minghetti, Italo Carfagnini, Giorgio Cangini e Sara Fusco, Luciano Agri, Franco Sassi, Pier Angelo Giannessi e Bruno Biserni e Marisa Rossi. Nel Consiglio Direttivo si è poi proceduto alla votazione con scrutinio segreto del Vice Presidente Bruno Biserni, ora risultato eletto all’unanimità con le schede nell’urna. Infine, il Consiglio direttivo ha espresso piena fiducia nel direttore generale Massimo Balzani, anch'egli estromesso nel commissariamento.

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