La piadina romagnola al passo coi tempi: ecco tutte le sue evoluzioni più "audaci"

Ormai dappertutto si possono trovare le piadine con diversi impasti, dal farro al kamut, dall'integrale a quella senza strutto

Con la curcuma, con l'hummus di ceci, al kamut, vegana, di sola canapa, con la salsa piccante e l'arrosto per assomigliare al kebab, con le verdure grigliate, col chili o col filetto di lupino: la piadina romagnola è diventata lo specchio dei nostri tempi. In una società multietnica, curiosa di assaggiare cibi di altre culture e di stare al passo con le nuove mode alimentari, anche la piadina si è adeguata. Nonostante sia il pane romagnolo per eccellenza, quello legato alla tradizione e al territorio, alcuni artigiani della piadina sono molto attenti alle trasformazioni che ormai riguardano una buona parte della popolazione (ci sono sempre più vegani o vegetariani) e alle contaminazioni con gli altri cibi (kebab, hamburger, pizza, panino con cotoletta). Ormai dappertutto si possono trovare le piadine con diversi impasti, dal farro al kamut, dall'integrale a quella senza strutto. 

Ma c'è qualcuno che si spinge oltre. La "piadina del chiosco" all'interno dei Giardini Savelli ne è un esempio. Qui si possono trovare diversissime tipologie di impasto (classico, farina di canapa, farina Senatore Cappelli, curcuma e pepe bio, farina 100% integrale, farina 100% integrale con semi bio, gluten Free) e per la farcitura si può spaziare da verdure e salse, hummus di ceci e semi di zucca.  Anche Micamat all'Ippodromo, nel piazzale Dario Ambrosini, la varietà e le novità fanno da padroni. A parte il Pikkamat, diventato famoso per essere una rivisitazione romagnola del kebab, con patatine fritte e salsa pika (salsa rosa piccante), si trovano anche i baci di piada (simili ai baci di dama fatti con la pasta della piadina, nutella e cocco), lo spiedomat (piadina con spiedini simili allo street food turco), e il pikkamat summer con tonno e mozzarella. Ma quest'anno Micamat ha voluto esagerare e sull'onda del ritorno di fiamma per la "Ligaza" (il classico cestino che ci si porta sul prato) ha creato l'Aperimat, un aperitivo alternativo. Un cestino già pronto con dentro due mezzi rotoli, un crescione, due mezzi pikamat, una caramella di nutella e una birra: si prenota, si ritira e ci si accomoda su un prato. E chi non ha con sè la coperta nessun problema, perché la prestano loro. 

C'è chi invece la piadina la vuole solo classica e ha inserito qualche modifica solo nell'impasto, facendola al rosmarino, vegana, senza glutine o integrale. "Ma il resto non si cambia - spiega la titolare del chiosco La Caveja di San Domenico - da noi si mangia essenzialmente come vuole la tradizione: con lo squacquerone e rucola, col prosciutto, il formaggio e il crescione con erbette o salsiccia e patate. La piadina dev'essere piadina classica, altrimenti è un'altra cosa". Difficile la scelta, anche se una cosa è sicura: la piadina è un'alternativa a pranzo e cena sempre ottimo, costa relativamente poco e porta comunque allegria. Quindi, viva la piadina, tradizionale o innovativa che sia.

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