Cina, Australia, America e Spagna: tentativi di copiare la piadina romagnola Igp

Una due giorni insieme ai massimi esperti nazionali e internazionali del settore, che hanno affrontato le problematiche inerenti i marchi individuali, quelli collettivi e le denominazioni di origine per un agroalimentare di qualità nel mondo globalizzato

Alcune settimane fa ci hanno provato dalla Cina, prima ancora dall’Australia, Sud America, Spagna. Sono solo alcuni di una lunga lista di tentativi di contraffazione della Piadina Romagnola, prodotto simbolo della Romagna. Il case history del ‘pane della Romagna’ è stato presentato dal direttore del Consorzio di Promozione e Tutela della Piadina Romagnola, Paolo Migani, a Milano nell’incontro "Nutrire il mondo, tutelare la qualità", organizzato dall'Associazione Internazionale per la Protezione della Proprietà Intellettuale e dall'Ordine dei Consulenti in Proprietà Industriale, con il patrocinio del Ministero dello Sviluppo Economico.

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Una due giorni insieme ai massimi esperti nazionali e internazionali del settore, che hanno affrontato le problematiche inerenti i marchi individuali, quelli collettivi e le denominazioni di origine per un agroalimentare di qualità nel mondo globalizzato. “La contraffazione, la falsificazione e l’imitazione dei prodotti alimentari Made in Italy nel mondo ha superato il fatturato di 60 miliardi di euro nel 2014 (fonte Coldiretti) – afferma Paolo Migani che ha parlato nella duplice veste di Consulente in Proprietà Industriale e direttore del Consorzio di Promozione e Tutela della Piadina Romagnola - Ogni anno quasi 3 miliardi di euro vengono investiti per garantire sicurezza e alti standard qualitativi (fonte, il Sole 24 ore). L'agrofood italiano si conferma come eccellenza che si declina in termini di applicazioni di nuove tecnologie (dalla riduzione degli stress termici agli imballaggi e un mantenimento delle caratteristiche di freschezza dell'alimento), di conformità ai disciplinari di produzione di Dop, Igp e Stg, ma anche di rispondenza alla nuova domanda di sostenibilità ambientale e di tradizione. Tutelare queste eccellenze sui mercati internazionali è sempre vitale ma sempre più difficile e complesso”.

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