Economia

Passi carrai su strade statali, Confartigianato: "Una situazione da medioevo fiscale"

A scendere in campo è Confartigianato Federimpresa Cesena per combattere contro l'ennesimo provvedimento che complica la vita dell'imprese costrette a barcamenarsi in gironi infernali di costi e adempimenti senza fine

Va eliminata, o comunque modificata, la legge  che consente ad Anas di esigere canoni sbalorditivi alle imprese che hanno passi carrai sulle strade statali, fuori dai centri abitati: stanno infatti arrivando alle imprese anche del nostro territorio bollette intollerabili di varie migliaia di euro. A scendere in campo è Confartigianato Federimpresa Cesena per combattere contro l'ennesimo provvedimento che complica la vita dell'imprese costrette a barcamenarsi in gironi infernali di costi e adempimenti senza fine.

"Una situazione da medioevo fiscale - rimarca il Gruppo di presidenza formato da Alessandro Naldi, Lorenza Fantozzi e Ivano Scarpellini -. Il codice della strada disciplina gli accessi all'azienda su strade statali prevedendo il pagamento di un canone e dando a Anas la più ampia discrezionalità nel determinarlo. Il disposto di legge prevede che in fase di primo adeguamento l'aumento richiesto a ciascun oggetto titolare non può superare il 150% del canone o corrispettivo attualmente dovuto.  Inizialmente il canone è stato aumentato del 150%, in un secondo momento sono scattati aumenti impressionanti addirittura fino anche fino al 7000-8000%: si tratta di canoni che colpiscono privati cittadini, famiglie, titolari di attività anche artigianali e commerciali con importi che vanno da 800-1000 euro per le famiglie arrivano fino a 18mila per le imprese. Inevitabile lo scoppio di malumori, tensioni e proteste sfociato nella costituzione in Veneto del Comitato Passi carrai che si sta battendo per modificare questa palese ingiustizia fiscale".

"Confartigianato - prosegue il Gruppo di Presidenza Confartigianato - ha sensibilizzato i parlamentari locali chiedendo loro di avviare iniziative politiche per eliminare questo balzello che presenta aspetti di palese iniquità con disparità  di trattamento tra cittadini non degna di un paese civile: sono infatti soggetti a questo canone solo imprese e famiglie che insistono su strade statali fuori dal centro abitato, mentre sono esenti i passi carrai con accessi alle strade provinciali e comunali). E' altresì evidente il contrasto con i principi dell'Unione europea di tutela della parità delle condizioni di esercizio delle attività economiche e della concorrenza. L'onorevole Enzo Lattuca ci ha tempestivamente comunicato - aggiungono Naldi, Fantozzi e Scarpellini - che il collega del gruppo del Partito democratico, l'onorevole De Menech,ha presentato una proposta di legge in materia di passi carrai, in cui il tema viene correttamente inquadrato e l'iniquità della situazione prospettata oggi da Anas viene riportata nell'ambito della ragionevolezza, prevedendo l'introduzione della clausola Istat per gli aumenti di anno in anno. Lattuca, al quale va il nostro ringraziamento per la solerzia dimostrata, ha inoltre annunciato di sottoscrivere questa proposta''.

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