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Mercoledì, 25 Maggio 2022
Economia

Parrucchiere ed estetiste cesenati: "Assurdo tenerci senza lavoro fino al primo giugno"

"Risulta incomprensibile e inaccettabile la decisione del Governo di rinviare al 1° giugno la riapertura di acconciatori e centri estetici"

Parrucchieri ed estetiste sul piede di guerra anche nel territorio  cesenate, ferme al palo, senza lavoro e senza reddito da oltre cinquanta
giorni. "Risulta incomprensibile e inaccettabile la decisione del Governo di rinviare al 1° giugno la riapertura di acconciatori e centri
estetici - intervengono il Gruppo di Presidenza Confartigianato e il segretario Stefano Bernacci - . Siamo perfettamente in sintonia con il
giudizio del nostro segretario nazionale Fumagalli. Con senso di responsabilità  abbiamo elaborato e presentato tempestive proposte
dettagliate su come tornare a svolgere queste attività osservando scrupolosamente le indicazioni delle autorità sanitarie su
distanziamento, dispositivi di protezione individuale pulizia, sanificazione. Sono proposte che penalizzano fortemente  le possibilità
di ricavo della categoria, ma siamo consapevoli della loro necessità.

Non abbiamo ricevuto alcuna risposta. E ora non accettiamo che le attenzioni del Governo siano rivolte ad altri settori e si limitino ad
una incomprensibile dilazione per la ripresa nostre attività, con tutto il rispetto per i musei che non scappano, che non possono essere fruiti dagli stranieri e che non rischiano il fallimento" ."Del resto, al 1° giugno  - proseguono Gruppo di Presidenza e segretario  Bernacci - cosa potranno fare acconciatrici ed estetiste di più rispetto ad oggi in termini di sicurezza? Si può far stare fermi, con costi continui e ricavi azzerati per gli interi mesi di marzo, aprile, maggio? No, non si può. Finora le imprese sono state  alle regole, ma la prospettiva di un altro mese e più di fermo obbligato non è accettabile”.

"Confartigianato - proseguono il Gruppo di Presidenza e il segretario Stefano Bernacci - ha calcolato che l’effetto combinato di mancati
ricavi a causa della chiusura e della concorrenza sleale degli abusivi nei mesi di marzo, aprile e maggio causerà alle imprese di acconciatura e di estetica una perdita economica di 1.078 milioni di euro, pari al 18,1% del fatturato annuo. Sarà molto difficile evitare ripercussioni sull’occupazione: i mancati ricavi mettono a rischio il lavoro di 49mila addetti del settore e le varie centinaia nel cesenate".

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