Economia

Parrucchiere e centri estetici, un codice di auto-regolamentazione per ripartire

Confartigianato lancia l’allarme sul ‘sommerso’ dell'abusivismo in tempo di coronavirus

Confartigianato Benessere preme per la riapertura delle imprese artigiane del settore e lancia l’allarme sul ‘sommerso’ dell'abusivismo in tempo di coronavirus che, oltre a rappresentare una forma di concorrenza sleale nei confronti degli imprenditori regolari, soprattutto in questa fase di emergenza sanitaria costituisce un pericolo per la salute delle persone.

Confartigianato ha calcolato che l’effetto combinato di mancati ricavi a causa della chiusura e abusivismo causerà alle imprese di acconciatura e di estetica una perdita economica di 1.078 milioni di euro nei mesi di marzo, aprile e maggio, pari al 18,1% del fatturato annuo. Pesanti anche le ripercussioni sull’occupazione: i mancati ricavi, infatti, mettono a rischio il lavoro di 49 mila addetti del settore, varie centinaia nel Cesenate.

"Confartigianato Benessere, che rappresenta i saloni di acconciatura e i centri estetici - afferma la presidente cesenate Sandra Castorri - ha stilato un codice di autoregolamentazione per consentire alle imprese di riaprire al più presto l’attività, garantendo la sicurezza dei clienti, degli stessi imprenditori e dei loro dipendenti. Si tratta di misure organizzative e igienico-sanitarie che integrano sia le disposizioni emanate dal Governo per il contenimento del Covid-19 sia quanto già previsto dalle leggi di settore e dai Regolamenti regionali e comunali. Le condizioni indicate da Confartigianato Benessere prevedono, tra l’altro lo svolgimento delle attività esclusivamente su appuntamento, il distanziamento delle postazioni, meccanismi di rotazione della clientela per limitarne la permanenza nei centri, utilizzo di dispositivi di protezione individuale e sanificazione degli ambienti".

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