Economia

Parlamentari cesenati allertati: "Il 'gioco' dell'Iva toglie liquidità alle imprese"

Esordisce così Stefano Bernacci, segretario dell'associazione di categoria. "Con l'introduzione del cosiddetto 'split payment' il fornitore emetterà una regolare fattura ma si vedrà pagare solo l'imponibile senza l'Iva (che lui invece paga quando acquista merci)"

“Il piatto della liquidità piange e questo è il problema più assillante per molte piccole imprese cesenati. Serve danaro pronto per far fronte al cosiddetto giro e alla ordinaria amministrazione d'impresa e i ritardi perduranti nei pagamenti da parte di enti pubblici e di privati aggravano la necessità impellente di poter disporre di flussi finanziari. Un decreto del Governo rischia di aggravare, se non di far precipitare, la situazione finanziaria già precaria delle imprese penalizzandole ancora una volta e Confartigianato cesenate ha allertato i parlamentari locali su questo serio problema”. Esordisce così Stefano Bernacci, segretario dell'associazione di categoria.

“Con l'introduzione del cosiddetto 'split payment' il fornitore emetterà una regolare fattura ma si vedrà pagare solo l’imponibile senza l'Iva (che lui invece paga quando acquista merci), infatti sarà lo Stato stesso, o l’ente pubblico, a versare direttamente l'Iva all'erario. Il meccanismo dell’Iva come è noto prevede che un imprenditore incassi l’imposta sull'Iva dai propri clienti e la paghi ai propri fornitori e alla fine versi all’erario la differenza tra Iva incassata e pagata. Con lo 'split payment' il meccanismo si inceppa,  - sostiene  Bernacci - perché da una parte l’Iva non viene incassata dal proprio cliente (Stato o altro ente pubblico) e dall’altra la si continua a pagare ai propri fornitori. Un gioco malefico dell'Iva, dunque, perché sottrae pronta liquidità alle imprese”.

“L'intervento virtuoso per ripristinare una situazione di equità e di equilibrio consiste nella compensazione immediata dei debiti e dei crediti ad ogni chiusura mensile o trimestrale del credito maturato, che Confartigianato chiede da tempo ma che è ancora inattuata. Il decreto del governo prevede, sì da parte degli imprenditori la richiesta di rimborso dell'Iva, ma i tempi sono lunghi, le burocrazie inenarrabili e i costi notevoli. Un problema similare lo si riscontra nel comparto più in crisi del settore produttivo, quello dell'edilizia e del comparto casa, dove l'introduzione del sistema del 'reverse charge' chi si ritrova con un credito di Iva degli acquisti fatti deve chiedere il rimborso un'altra volta con tempi lunghi e costi alti. Confartigianato ribadisce dunque la richiesta di introdurre la compensazione automatica dei crediti e dei debiti nei confronti della pubblica amministrazione e, nel frattempo, di accelerare i tempi dei rimborsi per quelle imprese che applicano lo 'split payment' e il 'reverse charge' eliminando, di pari passo, tutti gli ostacoli burocratici, che ancora intralciano il pieno utilizzo in compensazione dei crediti Iva”, conclude il segretario.

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