Economia

Paolo Lucchi a Salotto Blu: "Dopo la pandemia nessuno di noi sarà come prima"

"Per i ragazzi non sarà facilissimo ripartire. Per noi adulti ben vengano le nuove tecnologie, ma non credo troppo nello smart working, la vita è contatto con gli altri"

Paolo Lucchi lasciò nel 2009 il proprio incarico di Consigliere Regionale, dopo essere stato eletto con oltre diciassettemila preferenze personali, per candidarsi a Sindaco di Cesena e impiegare poi dieci anni alla guida della sua città. Ospite della trasmissione 'Salotto Blu' condotta da Mario Russomanno su Videoregione che andrà in onda domenica alle 22.30 Lucchi, che oggi è amministratore delegato di Federcoop Romagna, si è aperto a considerazioni anche personali: "Quando lasciai il Comune al termine del mio secondo mandato mi trovai spaesato. Invece che frequentare la politica preferii passare l'estate lavorando nell'albergo condotto da mia moglie a Cesenatico. Mi occupavo anche di preparare aperitivi e cocktail per i clienti in spiaggia, il contatto con il pubblico fu importante per me".

I rapporti con l'attuale sindaco Lattuca? "Non vado in Comune e non seguo vicende amministrative, ma Enzo è mio amico e partner a Fantacalcio, ci sentiamo frequentemente". La società che Lucchi dirige attualmente tiene servizi per circa venticinquemila lavoratori: "I fatti di questi giorni ci sbattono in faccia il tema della sicurezza, non si deve morire sul posto di lavoro. Per le imprese investire su sicurezza e socialità è dovere assoluto". Il dopo Covid? "Per i ragazzi non sarà facilissimo ripartire. Per noi adulti ben vengano le nuove tecnologie, ma non credo troppo nello smart working, la vita è contatto con gli altri. Inoltre dovremo mettere da parte le sicurezze e i codici di comportamento che avevamo imparato in passato".

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