Orogel, bilancio 2019 col vento in poppa. Effetto covid: forti vendite dei surgelati

"Tutto l’utile è stato accantonato a riserva indivisibile a sostegno dei forti investimenti del Gruppo di questi anni e tuttora in corso", viene comunicato dalla cooperativa, specializzata nella produzione di ortaggi freschi surgelati.

Bilancio col vento in poppa per Orogel. Il gruppo cesenate ha chiuso con un fatturato in crescita del 3% rispetto all'anno precedente, per un complessivo di 275 milioni. I risultati reddituali che hanno registrato un cash flow di 40,4 milioni di euro ed un risultato netto di 25,5 milioni. "Tutto l’utile è stato accantonato a riserva indivisibile a sostegno dei forti investimenti del Gruppo di questi anni e tuttora in corso", viene comunicato dalla cooperativa, specializzata nella produzione di ortaggi freschi surgelati.

"La posizione finanziaria netta è ottima ed è migliorata nella sola Orogel a 14 milioni di euro - viene comunicato -. Quella dell’intero gruppo è di 26,6 milioni di euro. Il patrimonio netto contabile è salito a 209 milioni per Orogel Coop ed a 269 milioni per il consolidato con le cooperative associate". Buono l’andamento nel 2019 del settore degli alimenti surgelati che cresce sull’anno precedente dell'1,3%. Nel settore Vegetali, Orogel si conferma come primo produttore in Italia di ortaggi freschi surgelati coltivati direttamente dalle proprie 1.616 aziende agricole associate che coltivano esclusivamente in Romagna e nelle più fertili aree italiane oltre 9.300 ettari di terreni.

Gli occupati in tutte le aziende che fanno parte del sistema Orogel, nel Cesenate sono 1.873. "Il buon andamento del Gruppo - viene spiegato -. è motivato anche dal continuo impegno della società nel proseguire il suo processo di crescita reso possibile anche da continui piani di investimenti, volti al potenziamento e all’efficientamento produttivo, che nell’ultimo decennio sono stati pari a 175 milioni e che nel triennio 2020-2022 ha già stanziato fondi per 80.000.000 di euro. In questo contesto si inserisce la struttura Orogel 3 inaugurata nel 2019, per un investimento complessivo di 40 milioni di euro. Si tratta del magazzino automatico a -25/30 più grande in Italia per i surgelati e rappresenta un’eccellenza a livello europeo. Il completamento di questa ultima struttura fa parte di un ulteriore progetto per 25 milioni di euro per il quale è in corso di presentazione una domanda di finanziamento alla Regione Emilia Romagna e al MISE tramite Invitalia". Il progetto globale di Orogel punta su una espansione produttiva sostenibile e green con un orientamento a riconvertire le produzioni della intera propria filiera a “coltivazioni a residuo zero”. 

La prima parte del 2020

Il 2020 è cominciato in linea con le tendenze registrate nella seconda parte del 2019. "I surgelati, in particolare, hanno confermato il proprio andamento positivo, malgrado una spiccata anomalia climatica (siccità prolungata e alte temperature invernali) che, per qualche settimana, ha messo in discussione la capacità di approvvigionamento, e dunque la continuità produttiva, del settore - spiegano dalla cooperativa -. Poi, a fine febbraio l’epidemia del Coronavirus con inevitabili ripercussioni sulle vendite. n tale contesto, i surgelati hanno registrato un forte aumento della domanda che al 31 vedono una crescita nel settore retail del +8,2 a volume. Realizzare questi forti incrementi ha richiesto alle Aziende di surgelati uno straordinario sforzo organizzativo, volto a rispondere pienamente all’aumento della domanda salvaguardando, altrettanto pienamente, la sicurezza dei propri addetti. In termini aziendali Orogel cresce più del mercato con una quota complessiva a volume del 12%".

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Nel 2019 il Fuoricasa, con uno stimato di 318.500 tonnellate, ha superato il 37% del totale dei consumi di surgelati nel nostro Paese. Quest’anno, dopo un andamento regolare fino a metà febbraio, il canale Ho.Re.Ca. ha cominciato a ridurre velocemente le vendite fino a fermarsi del tutto con l’inizio del lockdown. "I danni derivanti al settore dei surgelati dalla chiusura di bar, ristoranti, tavole calde, mense scolastiche e aziendali, sono stati stimati in una perdita complessiva sull’anno pari a 600-650 milioni di euro - viene comunicato -. La Divisione “Orogel food service” non può essere esente da questo contesto a nei primi 5 mesi dell’anno registra una flessione del 31% dopo i brillanti risultati del 2019 che avevano denotato una crescita del fatturato del +7,4 pari a 60 milioni di euro. Il settore vive sicuramente le difficoltà del momento ma grazie anche alla recente riapertura di numerose attività “Orogel food service” ha  la ferma volontà di riuscire, a replicare, o contenere ad una soglia del 10% in flessione, i risultati del secondo semestre del precedente esercizio".

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