Opa su CRC, critico anche Sirotti Gaudenzi: "Attacco dei banchieri alla Romagna"

A prendere posizione in modo critico sull'Opa di Credit Agricole per l'acquisizione dai piccoli azionisti delle azioni ex CRC è anche Enrico Sirotti Gaudenzi

A prendere posizione in modo critico sull'Opa di Credit Agricole per l'acquisizione dai piccoli azionisti delle azioni ex CRC è anche Enrico Sirotti Gaudenzi, avvocato ed esperto di tutela del credito e diritto bancario, nonché esponente di Forza Italia. Come è stato reso noto, già il 64% delle azioni oggetto di Opa sono state cedute a Cariparma – Credit Agricole e sono stati riaperti i termini per un'ulteriore acquisizione.

Scrive Sirotti Gaudenzi: “Chi fino ad ora non ha accettato l’offerta, o meglio la carità, ha sicuramente dato maggiore importanza al valore “morale” ed allo status di socio della banca della propria città ed alla speranza di poter trovare giustizia indipendentemente dal risultato economico che, nel caso dell’Opa, sarebbe stato comunque irrisorio; al contrario coloro che hanno sottoscritto l’offerta, accettandola, sono stati influenzati dalle informazioni prospettate in merito alla “esagerata” difficoltà di negoziare i titoli (ricevuti in cambio delle vecchie azioni) della nuova realtà creditizia, Cariparma. Io, questa, mi permetterei di definirla  “informazione strumentalizzata e finalizzata”. Non voglio esprimermi, poi, sulla condotta tenuta da Credit Agricole - Cariparma nel contattare i singoli azionisti della ex CRC.

Sempre Gaudenzi: “La vicenda continua a lasciarmi perplesso e, ancora una volta, si rafforza la mia convinzione secondo la quale la storia che ha coinvolto la ex CRC possa celare, oltre alle carenze ed alle responsabilità proprie del Cda, una condotta “strategica” da parte della Banca d’Italia e del Governo messa a segno per consentire – nel rispetto di una politica economica di accentramento -  l’attacco dei “banchieri” alla Romagna. Non possiamo certo accettare che le azioni della banca classificata da Banca d’Italia, nel 2011, come una delle migliori realtà creditizie del Paese, possano essere cedute a poche decine di centesimi”.

Ed infine: “Relativamente alla ex CRC si può affermare che la presunta intenzione di “mettere a tacere” parecchie delle tante doglianze presentate dagli azionisti quasi azzerati – anche in considerazione del fatto che possa aprirsi sempre qualche nuovo spiraglio a tutela degli azionisti e risparmiatori similmente a quanto si è verificato nella vicenda che ha interessato Banca Intesa dopo l’acquisizione delle banche venete grazie ad una pronuncia emessa da un tribunale di Vicenza il 14 marzo 2018 – sia stata messa a segno solo in parte”.

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