Obiettivi di sostenibilità: la provincia di Forlì-Cesena modello d'esempio in tutt'Italia

L’indice calcolato da FinScience, basato su un mix di dati tradizionali e dati alternativi, aiuta a capire quali province italiane hanno performato meglio nel raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità fissati dalle Nazioni Unite

La provincia di Forlì-Cesena al top per sviluppo sostenibile. E' quanto emerge da una classifica realizzata da "FinScience", startup fondata nel 2017, che ha sviluppato modelli di analisi dei cosiddetti big data e che fa parte del Gruppo Datrix. L'azienda ha presentato un nuovo indice che misura lo sviluppo sostenibile delle 110 province italiane. L’indice, realizzato in collaborazione con Adam AI Solutions, calcola tramite indicatori qualitativi e quantitativi i progressi fatti dalle amministrazioni locali per raggiungere i 17 Sustainable Development Goals (Sdg) fissati dalle Nazioni Unite nell’Agenda 2030. Gli obiettivi condivisi dai 193 Paesi nell’Agenda 2030 vanno dalla riduzione della povertà e della fame all’utilizzo responsabile delle risorse per uno sviluppo sostenibile in campo sociale ed ambientale. 

In occasione della conferenza internazionale “How to achieve the SDGs through local action” è stata presentata alla Bocconi la classifica delle province sostenibili secondo i criteri Sustainable Development Goals , che vede in testa Forlì-Cesena, seguita da Ferrara, Trento, Belluno e Perugia. Per realizzare questo nuovo rating, FinScience si è avvalsa sia di dati statistici tradizionali, raccolti dai vari istituti di ricerca come Istat, Ministero dell'Economia e delle Finanze ed Eurostat, sia di dati alternativi analizzati tramite algoritmi di intelligenza artificiale sviluppati da FinScience stessa, basati sull’analisi sia dei contenuti pubblicati dalle province e dai comuni nei propri siti web, che degli indicatori di popolarità e sentiment nell’ambito delle news diffuse sui social network. Per quanto riguarda i dati tradizionali sono stati ricavati 122 diversi indicatori, mentre per quanto riguarda i dati alternativi gli indicatori identificati sono 56, per un totale di 176 indicatori utili a misurare tutti i 17 Sustainable Development Goals .

Ad ognuno dei 17 Sustainable Development Goals e ai vari sotto indicatori utilizzati è stato poi assegnato un peso specifico che va da 0,1 a 1 grazie alla valutazione di un panel di esperti sulla base di sondaggi anonimi realizzati online, passaggio innovativo rispetto agli altri studi svolti in materia, in quanto teso a pesare in modo differente nell’ambito dello score sia la rilevanza del contributo degli enti locali al raggiungimento degli Sustainable Development Goals , sia l’efficacia dei sotto indicatori nel rappresentare il progresso verso gli stessi obiettivi. I punteggi specifici degli Sustainable Development Goals sono stati realizzati prendendo la media ponderata degli indicatori normalizzati. La procedura è poi stata applicata sia alle metriche tradizionali, che a quelle alternative, creando così due punteggi Sustainable Development Goals : quello tradizionale e quello alternativo, che combinati danno il rating complessivo della provincia valutata.

La valutazione di FinScience fornisce dunque una panoramica dei progressi fatti dalle diverse province italiane per raggiungere ciascuno degli Sustainable Development Goals , ma anche una visione di come comunicano in modo più o meno efficace il proprio impegno e di come il pubblico stesso percepisce tali tematiche in relazione alle province prese in esame. Si tratta del primo indice in materia che inserisce anche una valutazione tramite indicatori alternativi, che risultano utili sia a sopperire alla parziale mancanza di dati a livello locale, sia ad avere un sistema di monitoraggio aggiornato sulle iniziative adottate dalle amministrazioni locali in tema di sostenibilità.

Grazie alla combinazione tra dati tradizionali e dati alternativi è possibile anche a definire quali province performano bene in senso tradizionale, ma non comunicano in modo efficace i progressi fatti o, ad ogni modo, vengono percepite in modo negativo, e quali province invece sono brave nella comunicazione delle proprie iniziative di sostenibilità, ma hanno delle performance scarse dal punto di vista dei dati statistici tradizionali, fornendo quindi un potenziale aiuto alle organizzazioni locali per capire su quali tematiche serva una comunicazione più efficace oppure l’attuazione di politiche aggiuntive per il raggiungimento di alcuni obiettivi di sostenibilità.

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