Obbligatorio avere il pos, Confartigianato: "Ma non a spese delle aziende"

“Anche le imprese cesenati dell'artigianato attendono con trepidazione il decreto applicativo che fisserà le sanzioni per chi non accetterà pagamenti elettronici"

“Anche le imprese cesenati dell'artigianato attendono con trepidazione il decreto applicativo che fisserà le sanzioni per chi non accetterà pagamenti elettronici, utilizzando i POS. La posizione di Confartigianato è stata fin dall'inizio chiara: incentivare l'uso dei pagamenti elettronici va bene, ma ciò non può avvenire a danno delle categorie interessate. Intanto l'incertezza regna sovrana”: è quanto spiegato in una nota di Confartigianato.

Atteso entro settembre, il provvedimento è slittato e si attendono comunicazioni. Introdotto dal decreto legge del 2012 e modificato dalla Legge di Stabilità 2016, prevede una soglia minima per il pagamento elettronico di cinque  euro. L’obbligo per imprese e professionisti di accettare pagamenti con carte di credito e bancomat, dunque, per ora rimane solo sulla carta. L’obbligo di accettare pagamenti elettronici è finalizzato a tracciare i pagamenti, imporre lo scontrino fiscale e ridurre quindi i casi di evasione, e implica la necessità di installare il Pos tradizionale, strumento primario per adeguarsi alla norma. Imprenditori e professionisti lamentano però Gli alti costi di gestione e alle commissioni sui pagamenti con carta.

"Altra questione controversa  - mette in luce il Gruppo di Presidenza di Confartigianato cesenate formato da Lorenza Fantozzi, Stefano Ruffilli e Marcello Grassi -  riguarda il fatto che non tutte le imprese artigiane sarebbero in teoria obbligate ad introdurlo; ad esempio quelle che lavorano esclusivamente per altre aziende o per la pubblica amministrazione non ne necessitano, ma saranno obbligate a dotarsi del POS  e a sostenere dei costi del tutto inutili. Stesso discorso per autotrasportatori e imprese di costruzioni che lavorano per il pubblico, aziende metalmeccaniche, a tessili, dell’abbigliamento e della calzatura che lavorano in subfornitura,  imprese di pulizia che prestano servizio presso  aziende private o enti pubblici, i commercianti all’ingrosso. Si tratta di attività che già nella prassi quotidiana ricevono già adesso pagamenti tracciabili. In questi casi l’obbligo del POS è evidente che avvantaggia solo le banche".

Tornando alle sanzioni, l’obbligo doveva scattare dal primo febbraio 2016, ma si attende un decreto applicativo dello sviluppo economico, per disciplinare modalità, termini, e importo delle sanzioni.  E qui sta il punto: al momento c’è una legge in vigore che impone l’obbligo dei pos ma non sono ancora previste sanzioni, per cui ancora non si rischia nulla. La legge prevede che la dotazione minima sia il pos che accetti le carte di debito, mentre non c’è un obbligo specifico per le carte di credito. Il decreto ministeriale che fisserà le sanzioni potrà eventualmente anche prevedere «l’estensione degli obblighi a ulteriori strumenti di pagamento elettronici anche con tecnologie mobili».

"Tre le varie azioni intraprese da Confartigianato per tutelare le imprese interessate - sottolinea il Gruppo di Presidenza - spiccano una lettera al presidente del Consiglio e un intervento confronti dei Ministri dello Sviluppo Economico e dell’Economia in cui si chiede di intervenire con l’introduzione delle sanzioni soltanto in relazione ad una compiuta e chiara disciplina che individui e regolamenti tutti i casi di impossibilità o difficoltà tecnica alla introduzione dei POS e, soprattutto, dopo avere definito con il sistema bancario i costi delle commissioni: incentivare l'uso dei pagamenti elettronici va bene, ma ciò non può avvenire a danno delle categorie interessate.

Confartigianato ha coinvolto anche i presidenti delle competenti Commissioni parlamentari di Camera e Senato, ribadendo l’inopportunità di intervenire sulla materia con strumenti inappropriati che rischiano di introdurre solamente incertezze interpretative e appesantimenti burocratici per le imprese.

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