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Nuovo contratto di lavoro, un po' di luce per il settore dell'edilizia

Il vicesegretario Confartigianato cesenate Giampiero Placuzzi e la consulente del lavoro Patrizia Pizzinelli che hanno illustrato agli imprenditori le novità introdotte dal nuovo contratto di lavoro interprovinciale Forlì-Cesena e Rimini

Un po' di luce per il settore dell'edilizia, malato cronico anche nel territorio provinciale che nel territorio del Rubicone ha ancora una rilevante rappresentanza di piccole imprese, arriva dalla contrattistica per i lavoratori. Se ne è parlato in un incontro tenutosi alla sede Confartigianato di Savignano con il vicesegretario di Confartigianato Federimpresa Cesena. Il vicesegretario Confartigianato cesenate Giampiero Placuzzi e la consulente del lavoro Patrizia Pizzinelli che hanno illustrato  agli imprenditori le novità introdotte dal nuovo contratto di lavoro interprovinciale Forlì-Cesena e Rimini e le novità in materia di cassa integrazione per il settore edile.

"Si tratta del primo contratto integrativo interprovinciale di Forlì-Cesena, Rimini per edili artigiani e piccole imprese, un unicum in Italia entrato in vigore dal primo gennaio - rimarcano il presidente Fabrizio Brigliadori e il responsabile di delegazione Bruno Dellamotta -. Un accordo innovativo per dipendenti e imprese perché si uniformano una serie di istituti contrattuali. Siamo di fronte a un contratto di secondo livello che punta molto sulle provvidenze del welfare ai dipendenti e sull'investimento nella formazione, scelta strategica per portare l'edilizia fuori dalla crisi, visto che le strade maestre da imboccare per un rilancio del settore sono la bioedilizia e la rigenerazione urbana".

"Il sistema contrattuale dell'artigianato per il settore edile - rimarca Placuzzi, presentando il nuovo contratto di lavoro interprovinciale -  può essere adottato anche da imprese non artigiane e consente di risparmiare 680 euro a dipendente, rispetto a quello applicato dall'industria". "Nel Rubicone c'è fermento di interventi in questo settore grazie agli incentivi fiscali - aggiungono Brigliadori e Dellamotta - e le piccole imprese  registrano una ripresa della loro attività, ma c'è bisogno di interventi sul versante fiscale e burocratico, nonché delle politiche incentivanti. per sostenere la categoria e un compatto centrale per lo sviluppo, attorno a cui ruota in indotto di notevoli dimensioni".

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