Non profit: il terzo settore continua a crescere, ma è sempre più precario

Dall’analisi dei risultati emerge un quadro articolato che comprende organizzazioni, addetti e volontari, impegnati in un territorio ad elevata intensità di ONP (Organizzazioni Non Profit)

Le informazioni ricavate dal recente censimento Non Profit, effettuato sulla base dei dati riferiti al 31dicembre 2011, mettono in evidenza quella che può considerarsi una caratteristica del sistema economico della provincia: il ruolo fondamentale di questo settore all’interno del sistema stesso. Dall’analisi dei risultati emerge un quadro articolato che comprende organizzazioni, addetti e volontari, impegnati in un territorio ad elevata intensità di ONP (Organizzazioni Non Profit). Le attività censuarie si sono svolte a partire da settembre 2012 fino a febbraio 2013 e hanno riguardato 2.232 imprese e 3.788 istituzioni Non Profit.

Questo censimento, si tratta del 9° Censimento Generale dell’Industria e dei Servizi (CIS 2011), è stato articolato in tre rilevazioni, di cui una di competenza ISTAT, e due di competenza delle Camere di Commercio, e cioè la Rilevazione sulle Istituzioni Non Profit e la Rilevazione sulle Imprese. I dati, riferiti al non profit sono i primi ad essere stati elaborati dall’Ufficio Statistica, Studi, Pianificazione e Programmazione dell’Ente camerale, che ha curato l’organizzazione e la  gestione della rilevazione, costituendosi come apposito Ufficio Provinciale di Censimento.

Il dato più significativo che emerge dall’analisi dei risultati è che la provincia di Forlì-Cesena si dimostra un territorio ad elevata intensità di ONP. La crescita sostenuta del terzo settore provinciale (nel periodo 2001-2011) è del 22,3% per le unità attive, +84,5% per gli addetti e +14,4% per i volontari. L'incremento degli addetti delle ONP  è superiore al livello regionale e nazionale, in parte riconducibile, oltre che alla contestuale crescita delle unità stesse, alla “terziarizzazione” di alcuni settori socio-assistenziali, oramai non più gestiti da istituzioni pubbliche, La Provincia di Forlì-Cesena è al primo posto tra le province dell’Emilia-Romagna, per quanto riguarda la diffusione delle ONP tra i residenti (7 ogni mille) e quinto posto per la percentuale di volontari sugli abitanti residenti (99 ogni mille, che corrisponde anche alla media regionale).

Lo sviluppo del terzo settore provinciale avviene in modo parallelo e diffuso rispetto alla struttura produttiva, con 64 ONP ogni mille imprese attive (59 in Emilia-Romagna e 57 in Italia). Il 69,2% delle ONP attive nella provincia di Forlì-Cesena è nell’ambito del settore cultura, sport e ricreazione (che coinvolge il 60,7% dei volontari); il 41,1% dei dipendenti nelle ONP della provincia è impiegato nelle attività di assistenza sociale e protezione civile. La “precarizzazione” degli addetti  è cresciuta del 163,7% per i collaboratori e i lavoratori atipici dal 2001 al 2011). Nelle ONP provinciali si riscontrano 24 “lavoratori esterni” per ogni cento dipendenti (a fronte dei 17 del 2001). La prevalenza, nelle ONP provinciali, è quella della forma giuridica “associazione non riconosciuta” (68,3% del totale unità attive).

“Al di là del quadro statistico che i dati delineano – dichiara Alberto Zambianchi, Presidente della Camera di Commercio di Forlì-Cesena – emerge, da un lato, la forte vocazione del nostro territorio al non profit, dall’altro, il ruolo sussidiario crescente del volontariato organizzato, che, sempre più spesso, integra e supporta le istituzioni pubbliche competenti. E tutto ciò accade in ogni settore d’intervento: dall’assistenza ai malati alla protezione civile, dalla cultura allo sport”.

La consistenza

Con riferimento al 31/12/2011 (ultimo periodo censuario di riferimento) in provincia di Forlì-Cesena si riscontrano 2.582 organizzazioni non profit (ONP) che occupano 7.648 addetti e coordinano 38.844 volontari. Il non profit della provincia di Forlì-Cesena pesa per il 10,3% a livello regionale e per lo 0,9% a livello nazionale. Con riferimento agli addetti, le incidenze sono rispettivamente l’11,9% per l’Emilia-Romagna e l’1,1% per l’Italia. I 38.844 volontari operanti nelle ONP provinciali sono il 9,1% di quelli regionali e lo 0,8% di quelli nazionali.

I settori

In provincia di Forlì-Cesena il 69,2% delle ONP attive si ritrova nel settore cultura, sport e ricreazione (67,8% per l’Emilia-Romagna, 65,0% per l’Italia); segue protezione civile e assistenza sociale (6,6%, Emilia-Romagna 7,0%, Italia 8,3%), “relazioni sindacali” (5,4%, 5,3% in regione, 5,4% in Italia), “istruzione e ricerca” (3,6%, Emilia-Romagna 4,9%, Italia 5,2%), sanità (3,4%, Emilia-Romagna 3,7%, Italia 3,6%)

Sul fronte degli addetti l’ordine appare differente: infatti, il 41,1% dei dipendenti nelle ONP della provincia di Forlì-Cesena si ricollega alle attività di assistenza sociale e protezione civile (41,2% in regione e 33,1% in Italia), il 16,8% alla sanità (17,0% in regione, 23,3% in Italia), il 16,5% allo sviluppo economico e alla coesione sociale (9,0% in regione e 10,8% in Italia) e il 6,1% all’istruzione e alla ricerca (15,6% in regione  e 17,8% a livello nazionale)  .

Infine, con riferimento ai volontari operanti nelle ONP forlivese, il 60,7% si concentra nelle attività culturali, sportive e ricreative (61,3% in regione e 59,2% in Italia), l’11,6% nell’assistenza sociale (13,4% in regione e 12,6% in Italia) e il 5% in sanità (7,1% per la regione e per l’Italia).

La forma giuridica e la dimensione

La forma giuridica prevalente delle ONP provinciali è l’associazione non riconosciuta (68,3% del totale unità attive); seguono le associazioni riconosciute (21,9%) e le altre tipologie (4,2%). Le ONP provinciali per l’87,2% dei casi non dichiarano addetti (intesi come dipendenti); le medesime distribuzioni si ritrovano per gli altri livelli territoriali (86,8% per la regione e 86,1% per l’Italia).

La dimensione media di una ONP provinciale (intesa come addetti per ONP) è pari a 3 (in linea con il dato regionale e superiore al valore nazionale pari a 2). In media si riscontrano 15 volontari per ogni ONP provinciale (17 a livello regionale e 16 a livello nazionale), mentre vi è una proporzionalità di 5 volontari per ogni addetto (7 è il valore regionale e nazionale).

Il confronto con i dati del Censimento 2001

Dal confronto con il Censimento del 2001 per la provincia di Forlì-Cesena si evidenzia una crescita del cosiddetto terzo settore: +22,3% per le unità attive, +84,5% per gli addetti e +14,4% per i volontari.

L’incidenza delle ONP provinciali sul totale della regione si è leggermente ridotta (da 10,7% del 2001 a 10,3% del 2011), mentre, coerentemente alla variazione delle consistenze, aumenta il peso degli addetti (da 10,8% a 11,9%) e si riduce l’incidenza dei volontari (da 11,0% a 9,1%). I trend esposti sono in linea con quelli del terzo settore dell’Emilia-Romagna, rapportato al contesto nazionale.

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Infine, non si evidenziano significativi cambiamenti nelle forme giuridiche delle ONP, e nemmeno nella loro distribuzione dimensionale. Infatti, anche nel 2001, in provincia di Forlì-Cesena era prevalente l’associazione non riconosciuta (69,1% dei casi, 72,3% in regione e 66,4% in Italia), seguita dalle associazioni riconosciute (25,0%, in regione 21,2% e in Italia il 26,5%), mentre la maggioranza assoluta delle ONP non dichiarava alcun addetto (85,3% in provincia, 84,7% in regione e 83,8% in Italia).

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