"Noi stiamo lavorando, rinunciamo ai 600 euro", la solidarietà dei macellai

Si tratta di attività commerciali operative a pieno regime, con grande senso di responsabilità e tutte le premure per i clienti  durante il periodo dell’emergenza

"Noi che stiamo lavorando, rinunciamo ai seicento euro”. Le macellerie di Federcarni Confcommercio cesenate scendono in campo con un gesto di generosità.

Si tratta di attività commerciali operative a pieno regime, con grande senso di responsabilità e tutte le premure per i clienti  durante il periodo dell’emergenza, e forniscono un servizio essenziale per la cittadinanza, mentre altre attività sono ferme al palo da oltre un mese.

“Sappiamo bene che  tante altre categorie sono in ginocchio - dice il presidente Roberto Valzania -. Proprio in ragione di ciò gli associati a Federcarni di Confcommercio di Cesena hanno deciso di rinunciare al bonus di 600 euro stanziati dal Governo con il decreto Cura Italia, pur possedendo tutti i requisiti per poterne usufruire, dando così la possibilità ai commercianti e alle categorie meno fortunate di beneficiarne. Sapendo infatti che i soldi messi a disposizione non saranno sufficienti a coprire tutte le domande hanno deciso di mettersi una mano sul cuore e di pensare a chi ne ha più diritto di loro, consapevoli che solo insieme si potrà superare questo momento drammatico e questa crisi, che solo insieme si potrà andare avanti”.

"Tutti noi stiamo attraversando un momento drammatico - aggiunge Valzania - a causa di questa pandemia che ha completamente modificato e stravolto le nostre abitudini di vita e ha fatto vacillare ogni nostra certezza. Dobbiamo ogni giorno fare i conti con la finitezza, la caducità dell’essere umano e in generale della nostra vita. Temiamo per la nostra salute, per quella dei nostri cari e per il nostro futuro. È una emergenza sanitaria prima di tutto, ma anche economico sociale, che ci ha fatto capire che da soli non siamo niente e che possiamo affrontare e superare questo periodo cupo solo sostenendoci uno con l’altro, solo riscoprendo il verso senso della solidarietà politica, economica e sociale sancito dalla nostra Costituzione, solo eliminando ogni egoismo, solo guardando oltre il nostro orticello. Molte categorie di commercianti, di imprenditori non possono al momento svolgere la propria attività con inevitabili drammatiche ripercussioni. A noi questa possibilità ci è invece consentita, pur con tutte le difficoltà quotidiane che questa emergenza comporta. Da questo scaturisce la nostra scelta di rinunciare ai seicento euro”.

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