"No alla politica che fa chiudere le imprese"

Balzo indietro di 27 anni per il reddito delle famiglie italiane. Quest'anno ogni italiano può contare su un reddito di 16.955 euro, in calo di quasi 900 euro (-4,8%) su quello dell'anno scorso

Balzo indietro di 27 anni per il reddito delle famiglie italiane. Quest'anno ogni italiano può contare su un reddito di 16.955 euro, in calo di quasi 900 euro (-4,8%) su quello dell'anno scorso. E ai livelli di quello che le famiglie godevano nel lontano 1986 (in euro 16.748). La crisi ha fatto fare un tuffo all'indietro, di 15 anni, anche ai consumi: 15.695 euro a testa nel 2013, poco meno di com'erano nel 1998.

Consumi che hanno segnato una contrazione del 4,4% nel 2012 sul 2011 e si preparano a diminuire anche quest'anno (-1,4%). E' la fotografia scattata dall'ufficio studi di Rete Imprese Italia che tratteggia l'immagine delle famiglie in forte difficoltà, più povere e sfiduciate. Non va meglio alle imprese, schiacciate da una tassazione-record che nel 2013 supererà la soglia del 56%, nove decimi di punto in più rispetto alla pressione fiscale reale dell'anno scorso, dice l'analisi.

Drammatico il saldo natalità-mortalità delle imprese nel 2012: 100mila le aziende "morte" l'anno scorso in Italia, considerando manifatturiero, costruzioni, artigianato, servizi.
Di fatto "nel 2012 ha chiuso un'impresa al giorno", ha spiegato il presidente di turno di Rete Imprese Carlo Sangalli (Confcommercio) nel presentare insieme agli altri quattro presidenti delle associazioni aderenti (Confesercenti, Cna, Confartigianato, Casa Artigiani) la mobilitazione nazionale di lunedì 28 gennaio, quando l'organizzazione delle pmi presenterà la propria agenda alle forze politiche che si candidano a guidare il Paese.

Anche a livello locale Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato e Cna si mobiliteranno insieme lunedì 28 gennaio con un gazebo-presidio  che sarà allestito in piazza Almerici a Cesena. Alle 10 scatterà il collegamento in streaming con il presidente di Rete Imprese Italia Sangalli che aprirà la giornata di mobilitazione allestita in tutt'Italia.
Verranno inoltre tapezzate le vetrine di negozi, botteghe e attività con manifesti su cui è scritto: "La politica non metta in liquidazione le imprese. Rete Imprese Italia non farà sconti". Le emergenze più avvertite dalle imprese sono fisco, lavoro, burocrazia e infrastrutture.

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Rete Imprese Italia darà eco al grido d'allarme che giunge dalle stesse imprese che anche nel nostro territorio non ce la fanno più a reggere il peso della crisi. L'obiettivo prioritario irrinunciabile di politica economica per chiunque governerà deve essere il sostegno alle imprese per rilanciare la crescita e, a livello locale, interventi concreti per rendere l'ambiente più favorevole allo sviluppo.

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