Giovedì, 29 Luglio 2021
Economia

Il negozio di frutta e verdura non c'è più: "Da 2 anni in difficoltà, poi il Covid. Categoria tartassata"

Sono ormai due mesi che ha chiuso il suo negozio di frutta e verdura in via Matteotti, attivo da oltre 60 anni. Un ragionamento su cos'è che non sta più andando come dovrebbe nel commercio

Sono ormai due mesi che ha chiuso il suo negozio di frutta e verdura in via Matteotti, attivo da oltre 60 anni, e ora, a freddo, forte della sua esperienza sul campo, può ragionare su cos'è che non sta più andando come dovrebbe nel commercio. Carlo Melucci è un figlio d'arte, se così si può dire, anche perché essere bravi negozianti, accontentare i clienti, essere sempre innovativi e far quadrare i conti, è un'arte non sempre facile. Suo padre, Terzo Melucci, aveva avviato il negozio 60 anni fa, poi lui è subentrato, lavorando con tre collaboratori: sua moglie, la sorella e il cognato e mettendosi sempre a servizio della città. Un'attività fiorente, ma soprattutto apprezzata dai clienti per i servizi che offriva: portava la spesa a casa delle persone che avevano difficoltà e la frutta e la verdura più difficile da trovare il giorno dopo, potevi scommetterci, l'aveva sul bancone.  

Ma a gennaio ha chiuso la serranda del negozio perché da due anni le cose non andavano come dovevano. "Un po' è stato il covid perché l'ha preso mia sorella e suo marito non poteva più venire a darci una mano, ma molto è stata l'incongruenza delle leggi dello Stato Italiano. I supermercati hanno concordati, i contadini sono considerati poverini e vanno aiutati, e noi piccoli negozianti veniamo considerati come se fossimo dei ladri, ci tartassano di tasse e regole, e non riusciamo più ad andare avanti. Il Governo dovrebbe capirlo, stanno facendo morire una categoria di lavoratori, una parte importante del tessuto imprenditoriale  italiano. E' un danno che difficilmente si potrà recuperare da un anno all'altro. Io non mi vergogno a dire che gli ultimi due anni in cui ho lavorato ho fatto veramente molta fatica a far quadrare i conti".  

"Un esempio sulle incongruenze? Pensi che noi in negozio non possiamo vendere le uova nostrane, mentre al mercatino che fanno sul lungosavio il mercoledì e il sabato sì. Noi dobbiamo esporre tutti i prezzi della frutta ma non solo... anche la lunghezza dei fagiolini, altrimenti sei multabile. Questi sono solo degli esempi... Avrei potuto dare la gestione del mio negozio a qualcuno che voleva subentrare sempre con frutta e verdura, ma lo Stato parte dal presupposto che devo chiedergli una somma esagerata. Ma secondo lei è possibile trovare di questi tempi qualcuno che me li dia. Assolutamente no, anche perché se una persona che vuole aprire un nuovo negozio di frutta e verdura va in Comune con una semplice domanda. Il problema riguarda solo le attività già avviate. E così o trovo un imprenditore che vuole aprire qualcosa di diverso dal frutta e verdura oppure lascio così...Insomma è tutto difficile e complicato, allora è meglio andare in pensione e lasciare perdere tutto. E pensare che quando il prete è venuto a benedire casa ci ha fatto addirittura i complimenti per il servizio che abbiamo svolto per la comunità per tanti anni.  Dopo di voi chi verrà? ci ha chiesto. E noi non abbiamo saputo cosa rispondere". 

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Il negozio di frutta e verdura non c'è più: "Da 2 anni in difficoltà, poi il Covid. Categoria tartassata"

CesenaToday è in caricamento