Giovedì, 29 Luglio 2021
Economia

Moda e calzaturiero, Confartigianato: "Si soffre il calo dell'export, serve gioco di squadra"

"Confartigianato richiede azioni coerenti e congiunte per far fronte a una serie di problematiche acuitesi con la crisi, a partire  dal sostegno alla intera filiera"

Per favorire la ripresa del comparto calzaturiero e della moda di San Mauro Pascoli e del Rubicone, in sofferenza a causa della sofferenza della pandemia,  serve un maggior gioco di squadra anche attraverso il potenziamento della collaborazione tra Regione e il Tavolo del distretto di San Mauro Pascoli per la valutazione e l'individuazione delle linee di intervento più efficaci da adottare per il rilancio del settore, valorizzando tutti gli attori territoriali.

Lo rimarca Confartigianato del Rubicone. “La situazione nel settore moda - affermano il presidente Fabrizio Brigliadori, Pietro Buccellato nel direttivo di Confartigianato Moda cesenate e il responsabile Bruno Dellamotta-  ha fatto registrare un calo medio di fatturato pari al 27,5% nel terzo trimestre dell'anno. Sulle contrazioni che riguardano il fatturato, le produzioni e gli ordini, gioca un ruolo pesante in particolare il forte calo dell’export. Tutta la filiera è in sofferenza, anche i contoterzisti artigiani e la manodopera, l’industria tessile, quella conciaria, la rete commerciale correlata  e i servizi. Confartigianato richiede azioni coerenti e congiunte per far fronte a una serie di problematiche acuitesi con la crisi, a partire  dal sostegno alla intera filiera con un occhi di riguardo alla valorizzazione della subfornitura locale e dei contoterzisti artigiani.

Le altre azioni debbono riguardare l'incentivazione del commercio internazionale, la difesa del Made in Italy, l'alleggerimento del fisco che soverchia le imprese e la detassazione dei brevetti a supporto della ricerca e dell'innovazione”.

“Basilare resta il ruolo dei  laboratori artigianali – proseguono Brigliadori, Buccellato e Dellamotta- come produttori del valore artigiano e alfieri del Made in Italy, senza i quali non prolifererebbero le grandi aziende del settore moda. Bisogna investire sulla formazione per non perdere maestranze e collaborare con gli istituti professionali e il mondo della scuola, puntare sull’aggiornamento professionale fondamentale.  Confartigianato guarda con favore anche nel settore moda al passaggio da un'economia basata sulla linearità del ciclo materiale-prodotto-rifiuto all'utilizzo del prodotto e il recupero dei materiali, secondo i principi dell'economia circolare”.

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