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Al mercato ortofrutticolo gli agricoltori guadagnano di più, ma devono dare qualità

Al Mercato ortofrutticolo gli agricoltori guadagnano di più. Lo sostengono i numeri di una statistica effettuata nei giorni scorsi dallo staff del mercato. I consumatori spesso sono indignati dai bassi prezzi pagati ai produttori per frutta e verdura, ma questo non avviene a Pievesestina

Al Mercato ortofrutticolo gli agricoltori guadagnano di più. Lo sostengono i numeri di una statistica effettuata nei giorni scorsi dallo staff del mercato. I consumatori spesso sono indignati dai bassi prezzi pagati ai produttori per frutta e verdura, e specialmente per i rincari che vanno dal campo alla tavola e gli agricoltori stessi che conferiscono presso grosse strutture lamentano di non fare reddito. Per contro, presso le strutture mercatali all’ingrosso, in questo caso quella di Pievesestina di Cesena, le cose vanno meglio. Spiega una nota: “I produttori ottengono mediamente dei prezzi superiori al chilogrammo; va precisato che gli acquirenti del Mercato premiano la qualità, il confezionamento fatto con cura e la frutta raccolta al giusto punto di maturazione che ne garantiscono la freschezza e la tipicità”.

“Si prenda ad esempio – spiega Matteo Magnani, della direzione del Mercato di Cesena – il confronto fra 2014 e 2015 per le nettarine. Se nelle grandi strutture di conferimento i prezzi pagati ai produttori nel 2014 sono oscillati fra i 20 e i 40 centesimi di media, al Mercato le cose sono andate decisamente meglio. Nel luglio del 2014 il prezzo medio al chilogrammo è stato pari a 1,03 euro, e nel 2015 è salito a 1,24. Certo, sono cifre non ancora soddisfacenti, al lordo delle spese, ma comunque più incoraggianti rispetto al panorama generale. Anche il raffronto sul mese di agosto è positivo: nel 2014 la media era stata pari a 0,97 euro salita a 1,14 nel 2015”.

“Stesso discorso per le pesche: al Mercato di Cesena, nel mese di luglio 2015 sono state pagate, in media, 1,08 euro al kg e, in agosto, 1 euro con un aumento, rispetto al 2014, pari rispettivamente al 23 e al 27 per cento. Anche le albicocche hanno dato soddisfazioni, al di là che la produzione, dal punto di vista quantitativo, non sempre è stata soddisfacente. Il prodotto di maggio, nel 2015, è stato pagato in media, al Mercato di Cesena, 2,81 euro. In giugno il prezzo medio spuntato è stato pari a 1,71 euro il kg; 1,65 in luglio e 1,85 euro/kg in agosto. L’aumento, rispetto al 2014, è oscillato fra il 20 e il 40 per cento”.

“Il prezzo delle ciliegie, fra le due annate a confronto, è rimasto stabile o in diminuzione, con una media pari a 3,42 euro il kg in maggio; 2,69 in giugno; 3,79 in luglio e 4,17 euro/kg in agosto. Il mese di ottobre 2015, secondo le statistiche, ha dato maggiori soddisfazioni anche per le pere: il prezzo dell’Abate è aumentato dell’8 per cento rispetto al 2014 attestandosi a quota 1,34 euro il kg; quello della Decana è aumentato del 16 per cento toccando 1,62 euro al kg; la Kaiser è aumentata del 10 per cento (da 1,18 a 1,30 euro il kg), mentre la William è passata da 1,12 euro il chilo di media del 2014 a 1,19 euro del 2015. Lo stesso mese di ottobre non ha regalato però soddisfazioni alle mele che hanno registrato un calo di prezzo medio del 20 per cento (Golden, Stark, Fuji), con la sola eccezione della Royal Gala (+ 15 per cento)”.

“Questi numeri – spiega Domenico Scarpellini, presidente del Mercato – testimoniano che conferire nella nostra struttura conviene. Il maggior valore che si realizza è dovuto ai servizi aggiuntivi, alla freschezza e alla tipicità dei prodotti e alla diminuzione degli sprechi. Avere meno spreco di prodotto, oltre che migliorare il reddito, è anche un impegno etico che, come Mercato, stiamo portando avanti da alcuni anni. Siamo contenti del fatto che sempre più giovani scelgano il Mercato come punto di riferimento per la vendita delle loro produzioni: confezionando in maniera autonoma riescono ad avere maggiori soddisfazioni dal punto di vista economico”.

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