Mercato e graduatorie, il sindacato Goia: "Il pasticcio della Bolkestein, male applicata e fraintesa"

A prendersela con la tranquillità ostentata sia dall'amministrazione comunale che dalle associazioni di categoria (Confcommercio e Confesercenti) è il sindacato Goia

"Dopo che è stato scritto che sono pronte le graduatorie per gli spazi del mercato ambulante sembra che tutto vada bene e che si sia risolto ogni problema, ma non è così. Il rischio è che il Comune metta a bando le aree mercatali e chi le vince, magari associazioni o enti più strutturati, le affitti a noi ambulanti a costi molto più alti e con molta meno sicurezza di quella che abbiamo avuto fino adesso". A prendersela con la tranquillità ostentata sia dall'amministrazione comunale che dalle associazioni di categoria (Confcommercio e Confesercenti) è il sindacato Goia, (Gruppo organizzato indipendenti ambulanti) rappresentato a livello regionale dalla cesenate Sabina Magalotti, che al mercato ambulante di Cesena ha il suo banco di bigiotteria. 

"Ho letto le parole del sindaco in cui diceva che sono pronte le graduatorie provvisorie (a punteggi) per l'assegnazione dei posti al Mercato come da direttiva europea Bolkestein - commenta -. Ma io vorrei ricordargli che non è proprio così. La Bolkestein non parla di suolo pubblico ma di risorse naturali a esaurimento. E' stato lo Stato Italiano ad averla recepita in questo modo, applicandola anche al suolo pubblico. In Europa solo Italia a Spagna hanno fatto questo sbaglio. Solo che in Spagna hanno dato una concessione di proroga pari a 30 anni, assicurando almeno agli ambulanti attuali di arrivare alla pensione. Era sufficiente che applicassero la parola "risorse naturali a esaurimento" solo a cave, miniere e riserve di petrolio, e non a suolo pubblico, e questo problema non si sarebbe nemmeno posto. In più la direttiva dice chiaramente che non bisogna dare punteggi, ovvero il prestatore uscente non deve avere diritti".

"Del resto se una risorsa naturale è a esaurimento veramente devi organizzarti in modo tale da dare  concessioni più corte da offrire la possibilità di usufruirne al maggior numero di persone. Invece in Italia, lo Stato e le Regioni hanno fatto un accordo (transitorio) che prevede graduatorie, tutto il contrario di quello che dice la Bolkestein - continua -. Io capisco che l'accordo nasca dalla volontà di voler amministrare una fase transitoria in modo accettabile, ma non va bene perché quando l'Italia dovrà recepire la Bolkestein così com'è, senza accordi e deroghe, il rischio reale (perché la direttiva lo permette) è che arrivi una multinazionale che magari scompiglierà tutti i progetti dell'accoro. E a quel punto, però, a pagare le spese saremo noi, ambulanti".

Sabina Magalotti, che rappresenta ormai parecchi ambulanti del mercato, ha il timore che l'intenzione sia di togliere i banchi da piazza del Popolo per subappaltarla a chissà quali associazioni che chiederanno più soldi agli eventuali ambulanti per organizzare eventi. E fa un esempio. "Quando facciamo il mercato della domenica se l'organizza il Comune paghiamo 17 euro in tutto (tra luce e spazio), se ad organizzarlo è il Consorzio Città e Mercato il costo può salire anche a 125 euro. Magari viene offerto qualcosa in più a livello di organizzazione e di pubblicità, ma per un ambulante con meno risorse è sicuramente più difficile partecipare". 

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