Economia

"Made in Cesena" un software che evita gli sprechi di energia

Onit è un' azienda cesenate che opera nel settore della tecnologia informatica che, nata nel 2001, oggi occupa circa 100 dipendenti, la maggior parte dei quali è laureata e sfiora i 30 anni

Esistono anche i cervelli che ritornano in patria, attirati dalle possibilità offerte da aziende disposte a investire in giovani talenti. È il caso di Onit, azienda cesenate che opera nel settore della tecnologia informatica che, nata nel 2001, oggi occupa circa 100 dipendenti, la maggior parte dei quali è laureata e sfiora i 30 anni. Spiega una nota dell'azienda: “Sono proprio questi giovani, alcuni dei quali hanno creduto al punto nel progetto da lasciare incarichi di prestigio all’estero, le menti che stanno dietro a Iotto, una piattaforma software per interconnettere gli oggetti fisici adottata da alcune delle più grandi aziende del territorio (come Orogel o Amadori) come pure da gruppi internazionali localizzati in Spagna, Francia e Thailandia”.

Coordinati da Claudio Gambetti, ingegnere cesenate di 39 anni, una quarantina di giovani informatici ha dato così vita ad un software le cui finalità rispondono a quanto stabilisce il DDL Industria 4.0: “Da quando nel 2012 abbiamo iniziato a lavorarci - spiega Claudio Gambetti - abbiamo puntato a creare una piattaforma software che potesse venire gestita autonomamente dalle aziende che la scelgono e che consentisse loro di monitorare in tempo reale, con un sistema accessibile anche da telefono cellulare grazie una web app, tutti i processi produttivi, consentendo in questo modo di renderli assolutamente efficienti e, al contempo, evitando sprechi energetici importanti. Uno studio ha infatti dimostrato come, con Iotto, si riescano a aumentare la produttività e ridurre le risorse energetiche normalmente impiegate per la produzione di una percentuale che oscilla tra il 5 e il 20%”.

La riduzione degli sprechi, in un’ottica che è capace di unire tutela dell’ambiente e necessità della produzione, è solo uno degli aspetti, presto si aggiungerà anche la capacità di prevedere, basandosi su metodi statistici avanzati, le rotture di macchinari più o meno complessi secondo i dettami di quella che viene chiamata ‘manutenzione predittiva’ o ‘prognostica’.

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