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Macfrut, lite politica anche sul consiglio comunale tematico

Del futuro del Macfrut se ne parlerà in consiglio comunale. Tutti i gruppi di opposizione del Consiglio Comunale, nell'incontro dei capigruppo hanno confermato le mozioni presentate con la richiesta di una riunione "tematica aperta"

Del futuro del Macfrut se ne parlerà in consiglio comunale. Tutti i gruppi di opposizione del Consiglio Comunale, nell’incontro dei capigruppo hanno confermato le mozioni presentate con la richiesta di una riunione “tematica aperta” dedicata a Macfrut del Consiglio Comunale. A questi gruppi si è aggiunto anche il Partito Democratico.

Il capogruppo del Pd Andrea Pullini, in una richiesta al sindaco, specifica la necessità di che nel dibattito si “inserisca anche il Consiglio comunale, quale massima e più importante espressione rappresentativa della città: sono quindi a richiedere la convocazione di un Consiglio comunale, con all’ordine del giorno soltanto il futuro del Macfrut e del sistema fieristico cesenate, alla luce dei punti di forza e di debolezza che oggi, in un contesto concorrenziale notevolmente mutato occorre tenere in considerazione”.

Diverse tuttavia le posizioni su come debba essere organizzato questo consiglio comunale: Libera Cesena e il Movimento 5 Stelle hanno chiesto che il Consiglio Comunale su Macfrut preveda una parte in cui, in base a quanto stabilito nel Regolamento Comunale, sia data la possibilità di esprimersi alle associazioni e ai sindacati e a chi è portatore di interessi collettivi.

Critica il M5S: “Il Pd tramite il capogruppo Pullini e il vice Sindaco Battistini, sempre nella riunione di martedì sera, ha rifiutato questa possibilità, come pure hanno rifiutato quella di una sessione di Carta Bianca dedicata a Macfrut che preceda il Consiglio Comunale tematico. Adesso, la richiesta del Pd di un consiglio tematico sta ad indicare la volontà di chiudere in fretta la discussione su Macfrut in corso in tutta la città, invece di favorire il miglior approfondimento in tempi veloci, ma tali da assicurare l’effettiva partecipazione di associazioni, imprese e cittadini a una decisione di così vitale importanza per la città, i suoi abitanti e tutto il territorio circostante. Il Movimento 5 Stelle Cesena si impegnerà con tutte le sue forze in difesa dell’agricoltura e dell’economia di Cesena, delle sue imprese e per il futuro delle nuove generazioni che vedranno le loro possibilità di occupazione fortemente ridotte nel caso del trasferimento di Macfrut”.

Sul fronte del no prende la parola anche Corrado Augusto Patrignani, presidente di Confcommercio: “Se è vero che ancora non c'è nulla di formalmente deciso, Confcommercio cesenate auspica che il consiglio comunale monotematico su Macfrut non sia semplicemente un atto formale dovuto, ma un'occasione vera di confronto per pervenire a una decisione conclusiva della città, attraverso i suoi rappresentanti, sul futuro di Macfrut. Che Confcommercio, insieme a tanti altri, reputa che debba continuare ad essere Cesena con le strutture fieristiche potenziate, perché la perdita del nostro fiore all'occhiello economico sarebbe una calamità per l'indotto e l'immagine di Cesena”.

Sempre Patrignani: “Un consiglio comunale aperto significa che la città in qualche modo si riappropria della rassegna che a lei, non all'ente fiera, tanto meno ai trenta espositori che se ne vogliono andare altrove e nemmeno all'amministrazione comunale appartiene. Il Macfrut è di tutti i cesenati ed è bene scriverlo a caratteri cubitali. Quindi il nostro auspicio è che il consiglio comunale fornisca nuovi, probanti elementi su cui impostare una scelta che non deve essere assunta prima del suo svolgimento. La partita deve essere aperta e il consiglio comunale non deve essere la ratificazione”.

Marco Casali, Forza Italia, insiste sull'apertura anche alle organizzazioni della società: "Il gruppo Libera Cesena ha richiesto, con apposita mozione, un consiglio comunale monotematico su Macfrut e soprattutto aperto a tutte le forze e rappresentanze. Questa modalità è prevista dal Regolamento Consigliare e ci è parsa sicuramente il metodo più congruo per discutere di una importante decisione come quella del caso. A tale nostra richiesta, dopo una prima apertura ecco invece la marcia indietro che risulta incomprensibile. Incomprensibile per un Sindaco e una Giunta che pratica il sacro testo del percorso partecipato condiviso, per una amministrazione che ci ricorda, sempre attraverso il suo primo cittadino, della necessità di dialogo sui grandi temi. Pare invece che su questo importante tema, la voglia di dialogo si riduca ad una mera comparsata consigliare. Ecco quindi l’arido resoconto di come si amministra: si apre il dialogo quando c’è la possibilità di preconfenzionarlo; si chiude quando questo può esporre a critiche e considerazioni avverse. Impedire alle forze economiche di dimostrarsi sull’argomento, nel luogo che per antonomasia è luogo di discussione, lascia qualche dubbio concreto su che cosa si intenda per dialogo e confronto".

 

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