Macfrut lascia Cesena? Vertice col sindaco: "Presto la decisione finale"

La scelta di trasferire il Macfrut a Bologna è stata presa all'incontro di lunedì a cui hanno partecipato 41 espositori, che costituiscono il 27% sulla superficie espositiva

Presto si tireranno le somme sul progetto di trasferire il Macfrut in un'altra fiera fuori città. In una lunga nota il sindaco Paolo Lucchi non si sbilancia tra le due ipotesi e fa il punto del confronto in corso sul cosiddetto progetto di “Macfrut International”, avviato lo scorso luglio sulla possibilità, appunto, di dare maggiore respiro internazionale e maggiore forza a questa fiera attraverso il trasferimento in un grande polo fieristico italiano.

NIENTE DI DECISO. Niente di deciso, mette le mani avanti Lucchi: “L’incontro con un gruppo di espositori svoltosi lunedì è solo una tappa dell’iter, che vivrà il suo momento più importante con l’edizione 2014 di Macfrut”. Sull'andamento della riunione di lunedì il sindaco ha sentito i vertici di Cesena Fiera, che hanno confermato la decisione presa a grande maggioranza di indirizzarsi verso Bologna. Nella prima mattinata di martedì Lucchi incontrato il Vicepresidente di Cesena Fiera Renzo Piraccini, referente per il progetto “Macfrut International”, ed sentito telefonicamente il Presidente Domenico Scarpellini, che hanno riferito gli esiti dell’incontro svolto. Intanto è stata convocata in questi giorni una seduta del Consiglio di Amministrazione, per fare il punto degli incontri fin qui svolti con Bologna, Verona, Milano e Rimini e definire il lavoro delle prossime settimane.

Ma dopo dopo la fine dei Macfrut 2014 sarà però il momento di adottare un indirizzo preciso, in vista dell’organizzazione dell’edizione 2015. Continua Lucchi: “Ho già chiesto al Presidente Scarpellini e al Vicepresidente Piraccini di convocare una assemblea dei soci in cui relazionare sull’esito del lavoro di questi mesi, condividere i risultati dei confronti portati avanti, avanzare un conseguente piano di lavoro. Spetterà poi all’assemblea dei soci prendere la decisione finale”.

I NUMERI DEL MACFRUT 2014. L'edizione 2014, in controtendenza rispetto al panorama generale, si prospetta con numeri di assoluto rilievo: dal 24 al 26 settembre, infatti, nei padiglioni fieristici di Pievesestina saranno presenti 897 espositori, con un incremento del 9% rispetto agli 820 dello scorso anno. Particolarmente significativo l’aumento degli espositori stranieri, che crescono del 40%, ma sono in crescita anche gli espositori italiani che, fra diretti e indiretti, saranno 774 (nel 2013 erano 732)”.

LA DECISIONE DI ANDARE A BOLOGNA. La scelta di trasferire il Macfrut a Bologna è stata presa all’incontro di lunedì a cui hanno partecipato 41 espositori, che costituiscono il 12,20% degli espositori italiani diretti e che insieme pesano per circa il 27% sulla superficie espositiva occupata dalle imprese italiane. L’appuntamento era stato convocato con l’obiettivo di fare il punto dopo i contatti con le Fiere di Milano, Verona, Bologna e Rimini, con le quali nelle scorse settimane i vertici di Cesena Fiera si sono incontrati per verificare la possibilità di impostare insieme una strategia fieristica comune sull’ortofrutta, “che mantenga comunque su Cesena la “testa” del Macfrut, e in particolare il centro organizzativo e amministrativo dell’intera manifestazione”, precisa Lucchi.

Alla luce del resoconto fornito dai vertici di Cesena Fiera, 32 espositori si sono dichiarati a favore di un trasferimento a Bologna, mentre sei si sono espressi per il mantenimento della manifestazione a Cesena ed uno solo ha indicato Rimini; infine, due espositori hanno scelto di non esprimersi.

IL MACFRUT INTERNATIONAL. Il progetto generale, capitanato da Renzo Piraccini, vuole rilanciare la fiera cesenate affinché diventi “l'unica fiera-vetrina dell'ortofrutta italiana, uno strumento per promuovere l'internazionalizzazione della filiera ortofrutticola italiana in Paesi chiave per il nostro export, strumento comune per la promozione della filiera ortofrutticola italiana e punto di riferimento per il settore sulle tematiche riguardanti l’ortofrutta”. Durante l'estate gli amministratori di Cesena Fiera hanno messo mano al progetto, cominciando a lavorare sui punti di forza e debolezza del Macfrut indicati nella relazione votata dall’assemblea.

Da sottolineare che proprio nella relazione si afferma che “questi obiettivi potranno essere perseguiti concretamente se Cesena sarà il centro dell'organizzazione complessiva delle attività ed anche il punto di riferimento per gli eventi collaterali che animeranno la città nel corso di tutto l'anno, finalizzati ad incentivare l'incoming di operatori e buyers dell'ortofrutta da tutta Europa e non solo. Pensiamo in particolare ad eventi correlati come: convegni e meeting internazionali, workshop ed incontri a tema per presentare filiere e sistemi produttivi. Inoltre la parte espositiva di Macfrut dovrà essere realizzata con un format innovativo itinerante anche individuando, sulla base di specifici accordi vincolanti, ulteriori location fieristiche all’altezza di un evento internazionale”.

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LA RICHIESTA DEGLI ESPOSITORI. La richiesta di ripensare il Macfrut è datata ormai tre anni fa. Già nell’agosto del 2011 i manager di alcune delle più importanti imprese del territorio (Renzo Piraccini, allora amministratore delegato di Apofruit, Bruno Piraccini, amministratore delegato di Orogel, Roberto Graziani, direttore di Fratelli Graziani Packaging, Andrea Mercadini, direttore generale di Sorma Group), in una lettera inviata al Sindaco nell’ambito del confronto sull’integrazione fra le fiere romagnole, dichiaravano che tre sono gli elementi da tenere in considerazione: “questo progetto – scrivevano - deve rappresentare un’opportunità di crescita per Macfrut e per questo è necessario che la nuova struttura societaria ponga priorità all’internazionalizzazione, per avere in Romagna una fiera del settore ancor più competitiva e professionale, all’altezza con le migliori fiere mondiali; è necessario che la manifestazione mantenga la “testa organizzativa” a Cesena, anche se in futuro la localizzazione della manifestazione dovesse essere altrove; è necessario, altresì che venga mantenuto, e possibilmente rafforzato, il coinvolgimento delle imprese del territorio nell’organizzazione della fiera e delle iniziative collaterali”.

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