Apre il Macfrut, il ministro: "Porteremo le pere in discoteca"

Inaugurando la ventottesima edizione di Macfrut, Saverio Romano, Ministro delle Politiche Agricole, dialogando con i giornalisti, ha "lanciato" alcune delle prossime azioni del suo ministero

Inaugurando la ventottesima edizione di Macfrut, Saverio Romano, Ministro delle Politiche Agricole, dialogando con i giornalisti, ha “lanciato” alcune delle prossime azioni del suo ministero a sostegno del settore ortofrutticolo. Innanzitutto ha annunciato che l'11 e 12 novembre a Cremona si terrà la prima conferenza nazionale sull'agricoltura. Il ministro ha anche ricordato che il 12 ottobre a Bruxelles la Commissione europea presenterà la proposta di riforma della Politica Agricola comune (Pac). Una proposta che vede l'Italia in posizione molto critica.

"Stiamo mettendo insieme tutti i protagonisti dell'agricoltura italiana - ha detto Romano - per trovare una proposta comune che faccia uscire il nostro Paese da quella secca della poca considerazione che ha avuto in Europa. E per questo abbiamo chiesto di introdurre un concetto di riparto diverso da quello misurato sulla superficie agricola, perché il nostro Paese ha poca superficie e molto prodotto lordo vendibile. Per questo chiederemo di inserire un riparto basato sulla competitività, le risorse impegnate, anche quelle umane, e la Produzione Lorda Vendibile".

Passando poi alla necessità di promuovere i consumi ha sostenuto che nei prossimi giorni verrà assegnato il nuovo appalto per la “frutta nelle Scuole”, la grande iniziativa rivolta ai ragazzi. “Dopo il successo di Frutta in Spiaggi –ha aggiunto Romano- insisteremo per una promozione che raggiungerà i giovani (porteremo le pere in discoteca) e alcuni ambienti sportivi (“Vola la mela”, nei palazzetti di basket, e l’arancia negli stadi).

MACFRUT (che si tiene a Cesena fino al 7 ottobre 2011) è la maggior rassegna  dell’ortofrutticoltura del Bacino del Mediterraneo e vi partecipa tutta la filiera. La fiera si è caratterizzata come il punto di incontro sulle prospettive dell’ortofrutticoltura mondiale, dove si vedono macchine, attrezzature, varietà e cultivar, dove si affrontano le tematiche più scottanti e più impegnative e da cui escono indicazioni e si compilano documenti per il futuro del settore. Una rassegna che si è aperta con prestigiose adesioni da parte delle più importanti aziende dei vari segmenti che compongono il “percorso” che porta frutta e verdura dal campo alla tavola del consumatore.

Da sottolineare che in mattinata è stato assegnato il Premio Cesena Fiera 2011 a Paolo Bruni. Lo hanno consegnato Tiberio Rabboni, Assessore all’agricoltura dell’Emilia Romagna, Paolo Lucchi, Sindaco di Cesena, Massimo Bulbi, Presidente della Provincia di Forlì-Cesena e Domenico Scarpellini, Presidente di Macfrut. Bruni viene da famiglia di agricoltori ed attualmente è  Presidente COGECA, la Confederazione Generale delle Cooperative Agricole con sede a Bruxelles, che raggruppa 38.000 cooperative con un fatturato di 360 miliardi di euro nei 27 Paesi dell’Unione Europea. È anche Presidente del C.S.O., Centro Servizi Ortofrutticoli.

L’ortofrutticoltura è importante per l’economia italiana, perché nel 2010 con 6,6 miliardi di Euro di export (fresco+conserve) ha conquistato il primato fra i prodotti che portano nel mondo i sapori e il nome del Made in Italy. La filiera ortofrutticola in Italia ha realizzato una PLV (produzione lorda vendibile di 11 miliardi ed un fatturato di 22 miliardi di Euro compreso l’indotto. Non solo, ma nei primi sei mesi del 2011 le famiglie italiane hanno speso per ortaggi e frutta (anche surgelati) 7,2 miliardi di Euro (di cui 3,1 di frutta fresca. Sono cifre che denotano una forte rilevanza e il settore trova in Macfrut un punto importante per verificare il proprio stato e per prospettare il futuro prossimo.

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Anche il sindaco Paolo Lucchi è intervenuto durante la manifestazione: “Anche il territorio cesenate e romagnolo ha sofferto le conseguenze negative del mercaro, con i nostri agricoltori costretti a vendere pesche e nettarine, fiori all’occhiello della produzione locale, a 20-30 centesimi al kg, prezzi talmente bassi da coprire solo una parte ridotta dei costi di produzione. Si ripropone così, ancora una volta, drammaticamente, il tema della forbice sempre più larga fra prezzi all’origine e i prezzi al consumo, che impone una riflessione sugli strumenti da mettere in atto per la tutela dell’attività produttiva, ma direi, più in generale, dell’economia italiana.  L'unica cosa che non possiamo permetterci, in questa situazione, è un colpevole immobilismo che non ci sarebbe perdonato da nessuno. Per questo i diversi livelli istituzionali, a partire dal Governo nazionale, devono connotarsi per una volontà ed una capacità di intervento nuovi”.

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