Lotta all'interno di Unindustria, con l'assemblea la parola passa alle imprese associate

La convocazione dell'assemblea straordinaria è stata però contrastata dai commissari inviati dalla Confindustria nazionale, tanto che il presidente reggente che l'ha firmata è tra gli ultimi espulsi

Potrebbe essere la resa dei conti in casa Unindustria Forlì-Cesena. L'assemblea dei 360 associati dell'associazione industriali provinciale è stata convocata per sabato prossimo nella Sala Europa della Fiera di Forlì. Si tratta di un tentativo per fare chiarezza sulla diatriba che sta paralizzando la massima rappresentanza della grossa imprenditoria a livello locale. A convocare l'assemblea di Unindustria Forlì-Cesena è stato l'imprenditore Stefano Minghetti, presidente reggente, che in una lettera agli associati di fine marzo ha annunciato la volontà di tenere un'assemblea straordinaria dell'associazione “per poter formare liberamente decisioni senza condizionamenti esterni”.

La convocazione dell'assemblea straordinaria è stata però contrastata dai commissari inviati dalla Confindustria nazionale, tanto che Minghetti è tra gli ultimi espulsi. Per gli organi provvisori di Unindustria Forlì-Cesena i poteri dei precedenti vertici sono cessati, ivi compreso quello di convocare le assemblee degli associati. Il diritto interessato, da parte sua, ha risposto di non riconoscere l'autorità dei vertici che hanno operato il sostanziale commissariamento dell'associazione provinciale. Insomma, un muro contro muro totale.

La diatriba che nasce di rifiuto di Forlì-Cesena a confluire e fondersi nella Confindustria Romagna a cui hanno preso parte invece Ravenna e Rimini, proponendo invece una federazione e non una fusione. Negli ultimi mesi si sono verificati diversi atti formali, tra un sostanziale commissariamento degli organi direttivi locali da parte della Confindustria nazionale, azioni legali e polemiche sui media. Il tutto in una situazione così intricata e sovrapposta di organi provvisori che ormai le rispettive parti non riconoscono neppure più reciprocamente l'autorità per prendere provvedimenti.

L'ultima puntata di questa vertenza che rischia di lasciare solo macerie è l'espulsione di diverse industrie associate. Ben 5 imprenditori locali di Forlì-Cesena (Pier Angelo Giannessi, Bruno Biserni, Luciano Agri, Franco Sassi, Marisa Rossi) sono state infatti espulsi dagli organi provvisori per aver esternato sulla stampa dubbi e valutazioni. 

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